Misterbianco sciolto per mafia, Marco Corsaro: “Di Guardo come un bambino senza giocattolo. Giù le mani dallo Stato”


Pubblicato il 02 Ottobre 2019

(nella foto Marco Corsaro, Rossella Zanghì, Lorenzo Ceglie)

SCIOLTO PER MAFIA MISTERBIANCO, APPELLO AL BUON SENSO DI “GUARDIAMO AVANTI”

“Dopo lo scioglimento per mafia del Comune, a Misterbianco deve scattare l’ora del buon senso. Siamo addolorati, confusi dagli eventi, ma ancora più scompiglio lo creano le bugie e gli scioperi farsa di coloro che hanno causato tutto questo e oggi gridano allo scandalo. Altro che legalità! L’ex sindaco, che fino a ieri ha rappresentato lo Stato, oggi lo butta a mare. Come bambini a cui è stato tolto il giocattolo, Di Guardo e i suoi sodali urlano al complotto, attaccano il prefetto, il ministro, i magistrati, le forze dell’ordine. Ma come fa un sindaco a fare il suo lavoro, cioè chiedere ai propri cittadini di rispettare le regole, se poi è il primo che non vuole rispettarle?

Interviene così Marco Corsaro, già consigliere comunale e capogruppo d’opposizione a Misterbianco, a nome del movimento “Guardiamo Avanti”. Il gruppo prende posizione dopo la protesta e lo sciopero della fame dell’ex sindaco Nino Di Guardo, all’indomani dello scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune. 
“La stragrande maggioranza dei cittadini di Misterbianco chiede e pratica il rispetto per lo Stato e la legge. A tutti loro, in attesa di maggiori dettagli sui motivi dello scioglimento, ci rivolgiamo con un appello al buon senso: lasciamo perdere le urla di coloro che vorrebbero rifarsi una verginità quando, invece, rientrano a pieno titolo fra i colpevoli di questo scioglimento, anche solo per le loro scelte politiche opportunistiche. Chiediamo – illustra Corsaro – al popolo di Misterbianco di mobilitarsi seguendo la strada del buon senso, affinché quanto accaduto non si ripeta ancora”. 
Conclude Marco Corsaro: “Quanto all’ex sindaco Di Guardo, lui dice che farà ricorso e per noi, che siamo garantisti, va bene. Se lo vince, tornerà sindaco. Se lo perde, che vada in esilio come lui stesso ha detto nei suoi sproloqui pubblici. Ma metta giù le mani dallo Stato, dalla legge, dalla democrazia. Come diceva mia nonna: chi è causa del suo mal, pianga se stesso”. 

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