NESSUNO TOCCHI GALVAGNO: IL “FRATELLINO D’ITALIA” INNOCENTE A PRESCINDERE


Pubblicato il 21 Giugno 2025

È sempre una piacevole sensazione quando, dinanzi ad un momento di difficoltà, ci si trova confortati dall’affetto degli amici, quando vengono offerti sostegno e solidarietà , si trova una spalla su cui piangere, ci si imbatte in una carezza, nell’abbraccio di chi ci vuol bene. 
Ed è quello che sta accadendo al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno messo sotto indagine per corruzione dalla procura di Palermo e che tutto può dire fuorché di sentirsi solo in queste ore. È un autentico diluvio di affetto quello che ha investito il giovane Gaetano: mi sono stati girati decine di post attestanti stima incondizionata, centinaia di selfie amorevoli con musica struggente in sottofondo, articoli in punta di penna di maitre a penser di area destrorsa che ne lodano deferenti il profilo istituzionale, sussiegosi comunicati stampa in cui alla fiducia totale per la trasparenza adamantina del virgulto di Fratelli d’Italia  si somma la diffidenza per una magistratura sempre più tesa, nella sua militanza a sinistra, ad ostacolare le magnificenze di una classe dirigente mirabolante. 

Insomma, come un sol uomo i Fratelli siciliani difendono la loro punta di diamante: un deputato semi ignoto di Paternò che con i buoni uffici del presidente del Senato Ignazio La Russa, riferiscono i soliti maligni,  si è trovato in men che non si dica assiso sulla poltrona di presidente  dell’Ars – il più giovane della storia – senza che il curriculum dello stesso – ripetono i maligni di cui sopra taluni persino nella sua stessa parte politica  (ma se qualcuno osa accennarlo Ignazio si arrabbia) – appaia all’altezza del ruolo.

Al di là dell’ipotesi accusatoria il quadro è piuttosto spinoso e se dalle plaghe sicule intrise del solito provincialismo d’accatto non ci si perita di profondere in punta di saliva amorevolezza ed amicizia verso un potente da cui si è ottenuto qualcosa o si spera di ottenere qualcosa facendolo indirettamente verso il ben più potente referente Ignazio La Russa a cui molti debbono praticamente l’intera esistenza, dalle parti di Chigi dove si è ben più scafati alberga un silenzio imbarazzato giacché la staffetta Schifani- Galvagno alla presidenza della Regione rischia di non potersi concretizzare con grave disdoro per i Fratelli che dovranno trovare un altro soggetto da collocare nel loro personale risiko in cui la Sicilia viene occupata alla stregua di una qualunque Kamchatka.

C’è qualche perfido che nei giorni in cui il presidente del Senato accusa di inadeguatezza il neo ct della nazionale Gattuso mette in dubbio, in un ardito parallelismo, lo standing dello stesso giovane numero uno di Palazzo dei Normanni Ci vuole davvero inusitata cattiveria.
Noi siamo solidali con il presidente Galvagno,  beninteso e non vorremmo giammai che alcuno ne offuscasse l’immagine di giovane e rampante politico, patinato al punto giusto, sorridente al punto giusto, deciso al punto giusto e con i numeri giusti sull’iPhone. In ultimo abbiamo notato, nel diluvio di peana social imbevuti di tenerezza qualche corrispondenza onomastica tra gli estensori degli stessi e taluni tra i tanti collaboratori presso gli uffici di presidenza dell’Ars. Ma sarà un’omonimia. La stima , si sa, è disinteressata non la si compra mica per poche migliaia di euro 
Saluti garantisti.

Luca Allegra


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