Palermo, il volto nuovo è Fabrizio Ferrandelli. Brutta sconfitta per la Borsellino che segna la disfatta della classe dirigente del Pd


Pubblicato il 05 Marzo 2012

di Fabio Cantarella

Dice tanto la sconfitta di Rita Borsellino alle primarie indette dal Partito democratico per scegliere il candidato a sindaco del partito nella Palermo “orfana” di Diego Cammarata. L’affermazione di Fabrizio Ferrandelli (nella foto) rappresenta innanzitutto uno schiaffo al sistema, alla pratica dei partiti di condizionare momenti che dovrebbero essere di libera scelta da parte degli elettori: alla fine sono stati 9.945 i voti raccolti da Ferrandelli e 9.787 quelli di Rita Borsellino che era appoggiata, lo ricordiamo dal Pd area Pierluigi Bersani, Italia dei Valori, Sel e Verdi.

Se i partiti decidono la strada delle primarie, sposandone il principio di fondo che è quello di esprimere candidati che siano individuati più dal popolo che dai partiti, poi non possono pensare di scendere in campo coi big per sostenere questo o l’altro candidato perché le primarie perderebbero la loro ragion d’essere! Palermo questo l’ha capito!

E poi la sconfitta di Rita, va letta anche come la bocciatura al personaggio che vive della luce riflessa del fratello magistrato Paolo, un uomo che in tanti hanno amato e oggi stimano ancor più di ieri. Paolo Borsellino è stato un eroe e per molti rappresenta un modello da seguire, un esempio che t’illumina e dà coraggio nei momenti bui. Ma ognuno deve essere valutato per i propri meriti, deve essere forte del proprio operato e non di quello degli altri per quanto possano essere familiari stretti. Il simpattizzanti del Pd palermitano hanno quindi ritenuto Ferrandelli più valido della Borsellino, lo hanno ritenuto la persona più giusta per risollevare le sorti di Palermo dopo la discutibile gestione del sindaco Diego Cammarata. E questo nonostante i principali big nazionali del partito, Pierluigi Bersani in testa, sostenessero la candidatura della Borsellino. La gente ha votato senza farsi condizionare dai vertici del partito perché gli elettori sono stanchi dei partiti, del loro mutare affinché tutto resti come prima.

Infine, la vittoria di Fabrizio Ferrandelli è una dura risposta dei simpatizzanti a quei vertici del Partito democratico che pur non condividendo l’alleanza al governo regionale tra il Pd e l’Mpa tuttavia nulla hanno fatto per porvi fine. Incluso il teatrino del referendum annunciato per anni da Enzo Bianco, poi fissato, spostato e quindi cancellato. Davvero una triste storia. Ferrandelli invece è espressione di quell’area del Pd che dell’alleanza con Raffaele Lombardo ha fatto una questione di vita, su tutti Antonello Cracolici e Beppe Lumia: non a caso quest’ultimo, dopo la vittoria di Ferrandelli, ha lanciato un messaggio molto chiaro ai gradini più alti della piramide: “E’ la vittoria di un’idea progettuale del cambiamento, un’idea che vuole cambiare la sua città con una cultura di governo e che ha vinto contro le scelte calate dall’alto“.

“Ha vinto una candidatura – ha detto Fabrizio Ferrandelli – che è stata voluta dai cittadini e che è cresciuta nel territorio. Che è stata capace di aggregare di unire. Palermo è una città con tanto orgoglio e non si lascia imporre delle scelte dall’alto”. Ferrandelli è stato sostenuto anche da Crocetta, Lumia, e Sonia Alfano che hanno dichiarato: “è la vittoria di un giovane che ha esperienza ed è onesto. Oggi ha vinto la democrazia, la Palermo libera. Palermo meria la svolta che i palermitani chiedono”.

Bersani adesso dovrà fare i conti con una serie di sconfitte che inziano a suonare come una bocciatura alla sua linea politica: dopo le primarie di Milano e Napoli ora è toccato a Palermo. Parliamo di tre tra le cinque più grandi città d’Italia, una fetta importante di elettori. Allora tutto questo può voler dire solo una cosa: la gente è stanca di vedere sempre gli stessi volti!


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