PD: UNA CALDA DOMENICA DI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE. E DI AUTOCONFERME!


Pubblicato il 11 Maggio 2025

DI IENA ASSONNATA MARCO BENANTI

In una calda domenica di maggio,  in una città presa dai riti della tradizione e dall’ “ansia pallonara” (i play-off del Calcio Catania) il Pd, in versione circolo Pd Catania centro, si è dato appuntamento in un albergo del centro per discutere in vista di un momento rilevante, quasi topico, quasi storico: congressi per i quali già si sa chi vince. Infatti, per il provinciale è già “designato” Giuseppe Pappalardo da Biancavilla, per il regionale Anthony Barbagallo da…tutti gli amici. O quasi.

Non a caso, sull’attuale e futuro segretario regionale convergono ormai in tanti, anche gli “ex nemici”: miracoli della mediazione romana?  Contro alcune “anime” che gli rinfacciano strani conteggi…a base anche di defunti. Accusa che lui respinge sdegnoso. All’assise catanese, Barbagallo ha “incassato” l’assenso e il consenso (?) di chi lo ha contestato a lungo. Poi, ci sono le “anime contro”, una serie di gruppi , di “Friends” che parlano, insomma, di democrazia che non va, di un partito che si dovrebbe aprire. Frasi già sentite.

Alcune “malelingue” hanno chiosato: qui si usa come arma polemica quello che si è contributo a fare, magari su posizionamenti uguali o diversi. Bizantinismi? No, semplicemente la lunga “storia zuccherosa” (o “melmosa”?) del Pd. Insomma, un “partito-aborto” nato dall’unione di ex Dc ed ex Pci, ovvero persone e storie che hanno sempre un rapporto controverso con la verità (perché ne hanno due), vive l’ennesima pagina di scazzi, polemiche, accuse e controaccuse, in mezzo a tanto…caldo. 

E momenti di sonno, sempre in agguato. Dall’ uomo che annusa come pochi l’aria e si adegua Jacopo Torrisi. Voleva anche lui essere della partita al vertice, è stato respinto Ritenta ragazzo! Prova magari su “L’Isola dei famosi” insieme al cugino Dino Giarrusso, non si mai… magari nasce una trasmissione sui “catanesi che hanno sfondato”. In spiaggia.

Spazio poi per il redivivo Giacomo Rota, un componente dei “controrivoluzionari Cgil” passati dall’ “epurazione etnica” nata dalla “rivoluzione dei conti e delle fatture”, il “ricambio” dei “rivoluzionari della via Crociferi” che qualche estate fa ha fatto piazza pulita, a colpi di “conti che non tornano”, di dirigenti che avevano un consenso pressoché totalitario. I “dissidenti” dell’ “epoca rotiana”, per la cronaca, non si sono trovati mai, o quasi mai. Miracoli del sindacato catanese!

Rota ha parlato di questioni sociali, di una nuova visione dei problemi come la gestione dei rifiuti o il Ponte sullo Stretto. Insomma, il solito “sporco riformismo”.

Da lui come da altri, dal capogruppo in consiglio comunale Maurizio Caserta e da Enzo Bianco, già sindaco e tanto altro, sono arrivate parole di critica se non “bordate” contro l’attuale sindaco di Catania. Non ci vuole molto, Trantino si delegittima da solo, almeno per chi non vive la città come uno stadio in cui tifare, con una “bandiera” contro un’altra.

Sarà stato il caldo, sarà stata la tensione preprandiale della domenica, ma ad un certo punto siamo usciti dalla sala. Quando siamo rientrati, per un attimo abbiamo pensato che il M5s si fosse “impadronito” dell’assise democratica: le parole del prof. Francesco Siracusano, che ha tuonato contro i politici indagati per mafia, indicando la soluzione nel loro allontanamento, ci sono sembrate degne di un comizio giustizialista in “salsa tardogrillina”. Miracoli della politica? Scelte di vita visto il posizionamento di outsider per la carica di segretario provinciale a Catania? Chissà. Noi, però, ricordiamo forse “un altro Siracusano”, o forse erano altri i contesti che suscitavano ben altre posizioni garantiste. Scelte di vita.

E chi gli ha risposto? Addirittura il “controrivoluzionario” Rota che gli ha ricordato –gli ha ricordato lui al Prof. Siracusano- che esiste addirittura la “presunzione di  non colpevolezza”!

Ma il sonno era sempre dietro l’angolo: così, con una “bordata inaspettata” sono state arrivate le parole contro la politica di  Israele in quel di Palestina del cattolico impegnato Saro D’Agata, avvocato e già assessore bianchista. E chi l’avrebbe mai immaginato? “Genocidio”? Anche qui, momenti alti. E anche sbadigli rilevanti. Premio:  di’ la cosa più scontata per il pubblico che ti ascolta.

Sipario: faceva caldo, era la festa della mamma, la domenica incombeva. Alla prossima.


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