Piddì Caltagirone: in scena “Populismo e trasformismo”


Pubblicato il 03 Settembre 2018

Quelli del partito democratico di Caltagirone c’hanno il copyright sulla celebrazione dell’ “Appello ai Liberi e Forti” di don Luigi Sturzo. E, allora, è sufficiente la foto di quelli in prima fila per capire che il leitmotiv di quest’anno “Popolarismo e Populismo” non ci stava proprio. “Populismo e Trasformismo” sarebbe stato, piuttosto, il meglio titolo per una tale iniziativa così caricaturale: altro che “popolarismo”… rimasto fermo per almeno un ventennio alla “Calata Molona”.

Del resto, quelli di quella Caltagirone, tanto del “Populismo” quanto del “Trasformismo” sono la sublimazione. A ridosso delle elezioni è stata l’edizione 2018 del consueto anniversario; ecco, dunque, Matteo Renzi, del “Populismo” il mattatore, a presenziare quanto basta perché lo dicano alla televisione. Mentre s’è perso il conto dei pellegrinaggi di PiGi Castagnetti il 18 gennaio, tutto presente tutto l’establishment: Sammartino, l’ormai leader del renziano piddì di Caltagirone, di preferenze è il campione: tutto suo nella città calatina è il 55%; su 2282 voti di lista piddì, 1261 elettori hanno scritto il cognome di Luchino. Poi Valeria Sudano, che al parlamento ci va prima di tutte le altre quote rosa, Anthony Barbagallo detto Entoni e persino il prode Raffaele Nicotra. E non sono loro i trasformisti: loro sono come sono; ci stanno benissimo nel partito democratico. Il trasformista è un po’ come “stupido è chi lo stupido fa”; trasformista è chi gli siede di fianco o di lato e ha fatto carriera dispensando patenti morali. Fra quelli di quella Caltagirone ce n’è tanti, troppi. Di che stupirsi? la morale non è mica doppia da quelle parti: è multipla e sempre “politicamente corretta”. Una menzione a parte merita Rosario Crocetta che ormai sta in disparte ma, in fondo, a suo agio a Caltagirone: ah! “l’Antimafia dei Pennacchi” fa miracoli. Si mormora che Crocetta fosse lì per elemosinare a Renzi un collegio blindato, magari un posto al Senato. Ma quale Renzi, avrebbe fatto bene Crocetta a chiedere “come si fa” al più seduto di tutti: Giovanni Burtone, il genio della sciarpa. Anch’egli in prima fila, accanto al Faraone TutanDavid che, c’è da scommetterci, abbia appreso solo ieri che sia stato proprio Sturzo a fondare il Partito Popolare Italiano. Infine, lì seduto a far la parte del segretario piddìno c’era, appunto, il segretario cittadino.


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