Politica all’italiana, “ienesicule” fa “tombola”! il 7 settembre abbiamo anticipato: Diliberto verso Bersani. Oggi, è praticamente ufficiale!


Pubblicato il 04 Novembre 2012

Riproponiamo un nostro recente articolo con un’anticipazione: parlavamo di possibile accordo Pdci-Pd. E a distanza di pochi mesi, ecco cosa accade…di iena trotzkista Leggete quest’articolohttp://www.ienesiciliane.it/politica/6369-politica-sicula-i-22-elettori-di-licandro-in-subbuglio-%E2%80%9Cche-fara-il-nostro-orazio%E2%80%9D.html Leggete questo (guarda sotto)

Lo trovate quest’articolo (foto sopra) su “Repubblica” di oggi. Addirittura su “Repubblica”, il giornale dei “borghesi benpensanti”! Insomma, ci siamo: arrivano le elezioni. C’è poco da fare filosofia, ci sono “scelte di vita” che avanzano. Per il socialismo, ne siamo sicuri.

Ecco quanto riporta l’agenzia Asca:

Roma, 3 nov – Le strade politiche di Pdci e Prc sembrano allontanarsi. Elemento di divisione e’ il (possibile) rapporto col centrosinistra.

A rivelarlo e’ Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, secondo il quale l’isolamento della Federazione della sinistra non porta politicamente a nulla. Lo stesso Diliberto peraltro riconosce al Pd un connotato laburista, al punto di dichiarare di ”lavorare per un accordo” col centrosinistra.

”C’e’ un lavorio, un affanno, un impegno risoluto di mezzo paese per impedire che il centro-sinistra vinca approfittando della crisi delle destre. Una situazione molto diversa da quella di una normale alternanza tra centrodestra e centrosinistra”.

Diliberto ne ha parlato al termine del Consiglio nazionale della Federazione della sinistra, che ”ha registrato una differenza di vedute tra il Pdci e il Prc”.

”Bersani, oggettivamente -afferma Diliberto-, ha ridato un segno laburista e socialdemocratico al Pd. Almeno nelle sue intenzioni per il futuro. Vuol provare ad archiviare la fase del governo Monti e con esso la stagione fallita del neoliberismo. Cerca di accantonare le fascinazioni clintoniane e blairiane delle terze vie che tanto hanno pesato sulla sinistra italiana. Non a caso -e soprattutto grazie a Vendola- la carta d’intenti non contiene piu’ il riferimento a Monti che, invece, c’era nella prima versione del Pd”.

”Dopo aver registrato oggi, la differenza di orientamento con Rifondazione, tre componenti su quattro della Fds (Pdci, lavoro e solidarieta’ di Patta e Socialismo 2000 di Cesare Salvi) vogliono provare -prosegue Diliberto- a fare l’accordo con il centro-sinistra. La candidatura di Vendola -dice il leader del Pdci- dal mio punto di vista, potrebbe riaprire la questione dell’unita’ e dell’utilita’ della sinistra per sostenere le ragioni del lavoro. Non e’ con lo ‘splendido isolamento’ che i comunisti e le sinistre risorgeranno in Italia. Intendiamo provarci per riportare i comunisti in Parlamento, per provare a ricostruire percorsi unitari a sinistra, per cercare di impedire alle destre di vincere, per tentare di archiviare il berlusconismo e il montismo con un nuovo centro-sinistra e per provare a delineare un’altra Europa”.

 


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