Politica sicula. Razza: “Stop alla politica degli atti di sfida. O voteranno solo i parenti dei candidati…”


Pubblicato il 15 Novembre 2012

Intervista al dirigente de “La Destra”(nella foto), fino a poche settimane fa vicepresidente della Provincia Regionale di Catania….

di iena politica Marco Benanti

Si è insediato un nuovo commissario alla Provincia e divampano le polemiche. Lei che dice?Ho incontrato la dott.ssa Liotta. A lei, ai consiglieri provinciali, tutti e di tutti i gruppi, ai dirigenti e ai dipendenti della Provincia va il più sincero augurio di buon lavoro.

Troppo diplomatico.Tanto l’attuale commissario, quanto il suo predecessore sono funzionari pubblici che tutti dicono essere di grande capacità. Le polemiche sono state non sul “nome” del commissario, ma sul “metodo” usato.Voi politici non siete mai chiari. Sia più netto!Critico il volere a tutti i costi esacerbare gli animi con atti di sfida. E poi ci chiediamo perché la gente non vota! Se si continua su questa strada voteranno solo i parenti stretti dei candidati…La verità è che lei voleva conservare la poltrona per una settimana ancora…Si, come no… Guardi, lo ripeto fino allo sfinimento. Avevo detto a Nello Musumeci che mi sarei dimesso se il presidente Castiglione non avesse deciso di farlo. Ho 32 anni e non mi va di essere ritenuto “come tutti gli altri”. Io non ho neppure accettato il telefonino di servizio e penso di aver lavorato con impegno.Si dice che lei non si candida mai…Bella questa! Nel 2008 mi stavo preparando alle provinciali perché con Manfredi (Zammataro ndr.) avevamo deciso di candidarci lui al comune e io alla provincia. Avevamo preparato anche il materiale elettorale … Poi il mio partito decise di non sostenere Lombardo alla Regione e mi venne chiesto di candidarmi alla presidenza. Senza un euro e senza una prospettiva. Io non ci ho pensato un solo minuto. Altri, anche miei coetanei, prima si chiedono se c’è possibilità di ottenere un risultato e solo dopo si candidano.Bene. Ma si candida o no?Se dovessi decidere di proseguire nell’impegno politico, ovviamente lo farei. Accettando il risultato e ogni critica. Fa parte del gioco. Mica si possono solo ricevere complimenti!A proposito di elezioni, dove e quando ha perso Nello Musumeci?È stata fatale la scarsa partecipazione al voto. Ma se decine di migliaia di elettori di centrodestra non sono andati a votare è perché la proposta della nostra coalizione, a livello nazionale, è ancora deludente. E il fuoco amico…Chi o cosa ha fatto la differenza fra Musumeci e Crocetta?Le liste e l’organizzazione. Crocetta ha avuto una Udc molto forte e noi abbiamo diviso il fronte di centrodestra perché qualcuno doveva capitalizzare la sconfitta per dire: senza di me non si vince. Insomma, una nuova versione del muoia Sansone con tutti i filistei. Ma a morire è la Sicilia.Quali errori ha commesso Musumeci?Forse dovevamo imporci sulla composizione delle liste e sul listino. Nello ha sempre detto che l’elettorato di opinione è diverso da quello di apparato. Se non si offre una motivazione forte, perché la gente dovrebbe andare a votare?Ha vinto Crocetta o il Pd o l’Udc?Qualcuno maligna: ha vinto Lombardo?Ha perso la politica. Perché è stata condannata dalla delusione della gente.Lo si può dire, troppi democristiani negli schieramenti?Sa che gli ex An sono tantissimi in Assemblea? Più dell’ultima volta che si presentò la lista di partito…A suo avviso, la mafia è rimasta “a guardare”?Facciamolo dire agli organi competenti. Io all’astensione delle cosche non ho mai creduto.E le clientele, quanto hanno pesato?Ha votato l’apparato e non l’opinione. Tranne che per Grillo. Vorrà dire qualcosa…Che farà Musumeci in futuro: solo impegno all’Ars oppure qualcosa di nuovo per le politiche nazionali e il comune di Catania?Più di cinquencentomila persone hanno votato Musumeci perché li rappresenti alla Regione. Per il resto si vedrà. 


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