Politica&Filosofia: Gianfranco Vullo prende posizione sulla dialettica hegeliana


Pubblicato il 03 Marzo 2019

Dopo la disputa del 2015 vedi link https://www.ienesiciliane.it/articolo.php?aid=6304 

stamane, nuovo momento di riflessione e spiritualità nella Politica catanese: Gianfranco Vullo (eccolo ritratto in quei momenti) ha espresso la sua posizione su un tema fondamentale, dicendo la sua su quanto è scritto in http://www.homolaicus.com/teorici/marx/hegel-marx.htm 

eccolo:

A) La dialettica, l’idea dominante in Hegel e in Marx

Il concetto di dialettica, di sviluppo dialettico della storia, è senza dubbio ciò che lega più profondamente il pensiero di Hegel e quello di Marx.

Cos’è in sintesi la dialettica? È un modo di progredire del divenire storico, fondato su tre posizioni consecutive, che ritornano ciclicamente fino all’esaurimento del processo dialettico, al suo compimento.

Tesi: una posizione –> Antitesi: una seconda posizione che contraddice la prima, ma che sorge da essa –> Sintesi: una terza posizione che risolve il conflitto, l’opposizione tra le due posizioni precedenti e che costituisce a sua volta il primo momento di una triade successiva (quindi una nuova tesi).

Dialettica idealista di Hegel:

Per Hegel l’Idea assoluta esce da se stessa (si aliena) creando così una realtà, quella naturale o materiale, che la nega, per poi ritornare gradualmente – attraverso un processo dialettico – a se stessa.

La storia è costituita concretamente dall’evoluzione delle forme politiche, religiose, artistiche e filosofiche delle società umane. Tale evoluzione è l’espressione del ritorno dell’Idea a se stessa, alla piena realizzazione e comprensione di sé, a dispetto degli ostacoli che la realtà materiale in quanto tale le pone.

Anche se tutto questo processo avviene effettivamente nella natura e nella materia, l’essenza profonda di esso ha dunque un carattere spirituale, ideale e non materiale (tale processo è cioè la dialettica dell’Idea nel suo graduale ritorno alla sua vera essenza, la sua progressiva liberazione dal “fardello” della materialità).

Dialettica materialista di Marx:

Per Marx la storia è, nei suoi aspetti più profondi, il progresso dei modi di organizzazione economica dell’umanità. Tali forme o “modi produttivi” (realtà concrete, anziché – come per Hegel – momenti ideali e astratti di un progresso puramente logico) generano sia le sovrastrutture politico-istituzionali che quelle più peculiarmente spirituali o culturali (religione, arte, filosofia) delle società umane nelle loro varie fasi storiche.

La dialettica marxiana ha quindi un carattere materialista perché conferisce ai fattori materiali ed economici (cioè ai fattori finalizzati alla perpetuazione dell’esistenza dei membri della comunità) una priorità sostanziale rispetto a quelli politico-giuridici (istituzionali e coercitivi) e a quelli, ancora più immateriali, di carattere spirituale o – come dice Marx – ideologico, finalizzati cioè alla rappresentazione della realtà.

I primi elementi (economici) vengono detti strutture, gli altri sovrastrutture (cioè strutture derivate dalle prime).

La storia hegeliana nei suoi aspetti (a) politici e (b) spirituali:

La sfera politica del divenire dialettico si invera nello Stato, che di tale divenire costituisce difatti l’estrinsecazione “pratica” (ovvero quella riguardante la concreta organizzazione della vita umana nella storia).

La sfera spirituale si invera invece in attività superiori e astratte quali la religione, l’arte e la filosofia. Attraverso tali attività lo Spirito, piuttosto che realizzarsi concretamente, acquista coscienza di sé, in ogni singola fase dialettica ovviamente secondo quelli che ne costituiscono i caratteri particolari.

Tra tali forme superiori o spirituali dell’agire umano, la religione è quella più istintiva, l’espressione più immediata e quindi maggiormente oscura da un punto di vista razionale della spiritualità caratterizzante una determinata fase storico-dialettica; la filosofia invece, è l’espressione maggiormente analitica, chiara e razionale. Nella filosofia quindi, l’autocoscienza dello Spirito si compie nella sua forma più completa, più alta. Una tale disciplina però, è anche fondamentalmente l’estrinsecazione di ciò che nella religione esiste in modo implicito.

La religione dunque, come e più dell’arte, è una forma di spiritualità maggiormente popolare e accessibile (la manifestazione più immediata dello spiritualità caratterizzante il popolo che ne è portatore), la filosofia invece è un’attività che riguarda una minoranza di persone.

 

B) Il funzionamento della dialettica in Hegel e in Marx

Veniamo ora alla trattazione di come concretamente si articolino le visioni del divenire dialettico di Hegel e di Marx: abbiamo già detto che quella di Hegel è una visione idealista della dialettica, quella di Marx materialista. Cercheremo ora di descrivere ciò che questi due concetti significano concretamente nel loro modo di analizzare il divenire storico…..

prossimamente vi aggiorneremo sull’esito della disputa.

 


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