Un tempo, la borghesia trainava il progresso umano: era una classe rivoluzionaria, buttava giù privilegi e chiusure di ogni risma. Sembrano passati millenni a vedere a cosa è ridotta la borghesia in Italia, in particolare in luoghi tragicomici come il paese di Catania, pardon la città. Progresso uguale sviluppo economico, almeno così dovrebbe andare. Snodo fondamentale […]
Privatizzazione aeroporto di Catania. Attanasio (Cisl): “Per il futuro dello scalo, occorre una strategia condivisa con i lavoratori”
Pubblicato il 05 Giugno 2026
COMUNICATO STAMPA
L’intervento alla seduta straordinaria del consiglio comunale
«È delicata fase di trasformazione: serve visione integrata dello sviluppo urbano e metropolitano e del sistema viario e logistico»
«L’eventuale ingresso di capitali privati deve essere accompagnato da precise garanzie sociali e occupazionali»
«Importante occasione per dare attuazione alla legge n. 76/2025 sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione»
Catania, 5 giugno 2026 – «Per il futuro dell’aeroporto di Catania, occorre una strategia condivisa con i lavoratori, che punti su sviluppo, partecipazione e buona occupazione, Con un tavolo permanente di confronto con i soci pubblici e privati e i sindacati maggiormente rappresentativi del comparto aeroportuale e dell’intero indotto».
Così Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, intervenendo oggi alla seduta straordinaria del consiglio comunale dedicata alla privatizzazione della Sac, la Società di gestione dell’aeroporto di Catania e di quello di Comiso.
«Abbiamo accolto con convinzione l’invito del presidente del consiglio comunale, Sebastiano Anastasi – sottolinea Attanasio – intervenendo dopo i consiglieri comunali al dibattito qualificato e di grande rilevanza per il futuro della città. Un confronto che ha visto il contributo dei consiglieri comunali, del Sindaco, delle associazioni datoriali e delle organizzazioni sindacali presenti, pur registrando l’assenza di alcune importanti rappresentanze del mondo economico e sociale».
«Riteniamo doveroso ringraziare il consigliere comunale Piermaria Capuana – continua il numero uno della cisl catanese – per avere promosso la convocazione di questa seduta straordinaria e per aver offerto, attraverso il suo intervento introduttivo, l’occasione di aprire finalmente un confronto ampio, plurale, responsabile e concreto sul futuro dell’Aeroporto di Catania e, più in generale, sulla delicata fase di trasformazione e crescita che la città sta attraversando».
Lo scalo catanese rappresenta uno dei principali hub infrastrutturali della Sicilia e del Mediterraneo, sia per volume di traffico passeggeri sia per la sua collocazione strategica nel contesto geopolitico internazionale. Non è soltanto una porta d’accesso al territorio, ma un fondamentale motore di sviluppo economico, turistico e occupazionale, capace di incidere direttamente sulla competitività della Sicilia, del Mezzogiorno e dell’intero Paese».
Necessaria visione integrata dello sviluppo metropolitano
«I temi emersi nel corso del dibattito coincidono con le riflessioni che la Cisl porta avanti da tempo. Continuiamo a sostenere la necessità di una visione “olistica”, partecipata e integrata dello sviluppo urbano e metropolitano. Aeroporto, porto, rete ferroviaria, metropolitana, sistema viario e logistica non possono essere considerati compartimenti separati o affrontati attraverso interventi frammentari. Essi costituiscono un unico sistema infrastrutturale che deve essere pianificato e governato in maniera coordinata per accrescere la capacità competitiva e attrattiva dell’intera area metropolitana».
Quale modello di città e di sviluppo nei prossimi decenni?
«La seduta del consiglio comunale odierna ha avuto il merito di andare oltre il dibattito sulla scelta di privatizzare o meno, oppure sulla futura governance dello scalo, ponendo al centro una questione ben più ampia: quale idea di città e quale modello di sviluppo intendiamo costruire nei prossimi decenni. Che ruolo deve sostenere la Pubblica amministrazione nella eventuale privatizzazione di uno dei “gioielli” più preziosi della nostra regione. Si è finalmente aperta una riflessione pubblica sulla capacità di Catania di connettersi ai grandi flussi economici, logistici e turistici internazionali e sul ruolo strategico che può assumere nel Mediterraneo».
Un tavolo permanente di confronto
«Al sindaco Enrico Trantino, anche nella sua qualità di sindaco della Città Metropolitana, chiediamo di farsi promotore e garante della costituzione di un tavolo permanente di confronto che coinvolga SAC, Camera di Commercio, gli altri soci pubblici e privati e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto aeroportuale e dell’intero indotto».
Occasione per la partecipazione dei lavoratori (ex lege 76/2025)
«Riteniamo inoltre che l’eventuale ingresso di capitali privati debba essere accompagnato da precise garanzie sociali e occupazionali. Occorre attivare tutte le clausole di salvaguardia previste dall’ordinamento a tutela dei livelli occupazionali, delle professionalità e dei diritti acquisiti. Al tempo stesso, riteniamo che il percorso di privatizzazione possa rappresentare un’importante occasione per dare concreta attuazione ai principi contenuti nella legge n. 76 del 2025 sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e ai risultati delle imprese, prevedendo forme di presenza e coinvolgimento dei lavoratori negli organismi di governance aziendale. Sarebbe un segnale di grande modernità, responsabilità e condivisione, capace di rafforzare il legame tra impresa, territorio e comunità, riconoscendo il lavoro come elemento fondamentale nella costruzione e nella gestione di un bene strategico per l’intera Sicilia».
La sfida: una visione condivisa per infrastrutture, investimenti e buona occupazione
«Questa è la sfida che abbiamo davanti: costruire una visione condivisa capace di mettere in rete infrastrutture, investimenti, innovazione, sviluppo e buona occupazione. Una visione che troppo spesso è mancata e che oggi, finalmente, può diventare patrimonio comune delle istituzioni, delle parti sociali e dell’intera comunità cittadina».


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