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Racalmuto continua a far parlare di se: prima lo scioglimento per mafia, adesso dodici camion incendiati
Pubblicato il 26 Marzo 2012
iena antiracket
Nella notte sono stati dati alle fiamme ben dodici camion della “Falco Abramo”, un’azienda che si occupa del trasporto di salgemma e kainite dalla miniera di Cozzo Tondo dell’Italkali sino Racalmuto, Comune sciolto per infiltrazioni mafiose nei giorni scorsi insieme a quello di Salemi (per quest’ultimo il sindaco Vittorio Sgarbi ha già annunciato ricorso nei confronti del ministero dell’Interno). A Racalmuto c’è lo stabilimento dove il sale viene raffinato e confezionato dalla ditta “Falco Abramo”. Trapela che otto mezzi erano parcheggiati nel deposito della ditta poco fuori il paese, mentre altri quattro si trovavano dinnanzi l’ingresso della miniera e pronti a caricare il materiale appena estratto.
Gli investigatori non hanno dubbi: gli incendi sarebbero di natura dolosa orchestrati dalla criminalità organizzata che lucra con il racket delle estorsioni. Proprio di Racalmuto è originario Maurizio Di Gati, ex numero uno di Cosa nostra della provincia di Agrigento ed oggi collaboratore di giustizia, noto anche alle cronache catanesi.
A curare le complesse indagini sono i carabinieri della Compagnia di Canicattì, ma avranno il loro bel da fare sia perchè dalle telecamere non è stato possibile identificare i volti degli attentatori perchè coperti, sia perchè il titolare della ditta non ha saputo fornire informazioni utile per risalire agli autori dell’attentato che avrebbe causato un danno di circa un milione di euro.



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