SCANDALO AGLI “ANGELI CUSTODI”: CHE SILENZIO DAI DIRIGENTI COMUNALI!


Pubblicato il 06 Settembre 2025

Mentre la ditta appaltatrice si difende sul quotidiano locale, Sinistra Italiana annuncia che si rivolgerà alla magistratura

Lo scandalo degli “Angeli Custodi” non ha termine. Stamane, su “La Sicilia”, dopo la dura presa di posizione di Sinistra Italiana (che annuncia un esposto alla magistratura), ecco la risposta della ditta appaltatrice.

Sulla querelle dell’omesso intervento nella rimozione dei rifiuti dalle discariche abusive nel centro storico di Catania, interviene ancora una volta l’appaltatore ditta Gema per tentare di giustificare i motivi di queste ripetute omissioni, che mettono a repentaglio la salute e il decoro di Catania e dei suoi cittadini.

La Gema fa appello all’art.188 del Codice dell’Ambiente (D. Lgs. 152/2006) “che ribadisce la responsabilità del produttore iniziale e dei detentori… i cumuli contengono rifiuti mischiati, tra cui un’alta percentuale di rifiuti cosiddetti inerti, ovvero scarti edili da demolizione…”. Occorre qui mettere in evidenza che questa sorta di teatro da “Sistema Ribadier” sembra essere giunto al capolinea. Cioè, la Gema ribadisce la responsabilità del produttore iniziale, che bella scoperta (!), cioè di quei malfattori/fuorilegge che depositano rifiuti nella pubblica via.

La Gema, però, dimentica che il capitolato d’appalto è lex specialis e prevede l’intervento giornaliero della ditta per rimuovere i rifiuti abbandonati, evitando che il loro accumulo nel tempo si evolva in vera e propria discarica abusiva. Inoltre la Gema, senza sfilarsi, dovrebbe dire come e se ha realizzato “le misure per la prevenzione dell’abbandono dei rifiuti” previste anche queste nel capitolato d’appalto.

Ci pare poi di avvertire la stranezza di un assoluto silenzio da parte del Comune di Catania: infatti, sul piano della responsabilità politica, sindaco, giunta e consiglio comunale dovrebbero far sapere da che parte stanno: insomma, o chiedere l’immediato intervento alla Gema per le sue competenze e responsabilità contrattuali, oppure dichiarare che il “destino cinico e baro” condanna alcuni quartieri popolari di Catania alla rassegnazione e ad ospitare discariche di rifiuti di ogni genere.

Esiste poi una rilevante responsabilità in capo ai silenziosi dirigenti del Comune di Catania, in particolare il capitolato prevede la presenza di un RUP (responsabile unico del procedimento) del Comune di Catania:  “La vigilanza ed il controllo della corretta esecuzione dei servizi affidati in appalto compete al RUP con l’ausilio del DEC ed al suo ufficio, con la più ampia facoltà e nei modi ritenuti più idonei, previsti dalla normativa vigente”. 

Come mai questo stallo da parte dei dirigenti del Comune? Forse è comprensibile il silenzio se nella pratica della gestione di questo appalto milionario si è dato molto spazio all’interpretazione della ditta e poca attenzione alla mancata effettuazione dei servizi, in una città di Catania che più sporca non si può.  

Insomma. un capitolato di appalto plurimilionario da città scandinava con molteplici e quotidiani interventi di pulizia descritti con puntuale dovizia e una realtà fatta di inadempienze, spiace dirlo, da Terzo Mondo, con buona pace di quei dirigenti comunali che dovrebbero controllare la corretta esecuzione dei lavori e invece non trovano di meglio che tacere, soprattutto se vi sono responsabilità su quella che appare, in mancanza di spiegazioni ed interventi, come una vera e propria mala gestio.


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