Sicilia. Il sindaco di Mascalucia Giovanni Leonardi: “Stanchi di certa antimafia di facciata”


Pubblicato il 29 Aprile 2016

di iena politica

La Regione Siciliana tagli i fondi ai consorzi che gestiscono i beni confiscati alla criminalità organizzata e da Catania parte la protesta guidata dal sindaco di Mascalucia, Giovanni Leonardi, che presiede uno dei cinque consorzi, “Legalità e Sviluppo”. Nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte, oltre a Giovanni Leonardi, il segretario della Commissione nazionale Antimafia, on. Angelo Attaguile, il presidente della Commissione regionale Antimafia, on. Nello Musumeci, l’assessore Saro D’Agata in rappresentanza del Comune di Catania, il presidente del consiglio d’amministrazione del consorzio Pierpaolo Lucifora, alcuni rappresentanti delle varie associazioni che gestiscono i beni assegnati dal consorzio e il vicesindaco di Mascalucia Fabio
Cantarella.

13133202_10209618495127483_7917347471995761216_nDuro quanto impeccabile lo sfogo del sindaco di Mascalucia, Giovanni Leonardi, che senza ricorrere a mezzi termini ha accusato: “Lavoriamo costantemente in una situazione di grande difficoltà. Non sono le poche migliaia di euro tolte a noi che faranno la differenza per il bilancio regionale, in un mare di sprechi, quelli sì. Esprimo l’amarezza di tutti i sindaci che partecipano all’assemblea del consorzio, è una grande vergogna. Negli ultimi anni abbiamo tagliato di oltre il 60% i costi di gestione del consorzio, qui i sindaci vengono senza pesare sulla collettività. Voglio –rincara Giovanni Leonardi- prendere posizione con forza di fronte a questa antimafia di facciata che cerca consensi sui giornali e poi, nei fatti, toglie risorse vitali ai consorzi che svolgono la delicata funzione di restituire alla società civile i beni tolti dallo Stato alla criminalità organizzata. Siamo molto amareggiati anche perché l’ex Provincia regionale di Catania, che prima faceva parte del consorzio, per un’incomprensibile decisione assunta da un commissario nominato dalla Regione ha deciso di uscirne”.

Sulla stessa linea il deputato nazionale Angelo Attaguile, segretario della Commissione nazionale Antimafia: “ho già investito della questione la Commissione nazionale Antimafia, tutto questo è inaccettabile e interverremo presso la Regione Siciliana per evitare questa ennesima ingiustizia nel nome dei siciliani che vogliono combattere il malaffare alla faccia di chi usa l’antimafia solo per fini elettorali. Non si possono abbandonare i consorzi che coi fatti fanno la lotta alla mafia”.

13062011_10209618494447466_8216489354567007895_nA rincarare la dose ci ha pensato il deputato regionale Nello Musumeci: “Quello che passa è un messaggio assolutamente negativo, la massima istituzione regionale così facendo manda un ulteriore segnale di debolezza. Nella qualità di presidente della Commissione regionale Antimafia ho rivolto una interpellanza al governo regionale. C’è la possibilità, in fase di assestamento del bilancio della Regione, di riparare questo grave errore”.

“Siamo di fronte ad un consorzio – ha spiegato Pierpaolo Lucifora- che gestisce circa trenta beni confiscati alla criminalità organizzata, tutti assegnati. Una parte di questi sono stati recuperati con i fondi europei del Pon sicurezza 2007-2013. Sono ormai tante le realtà che abbiamo avviato come la fattoria della legalità di Belpasso, il centro Astalli di Catania, il centro di turismo sociale per disabili di Linguaglossa, numerosi centri antiviolenza”.

Il Consorzio Etneo per la legalità e lo sviluppo ha sede legale in Catania, in via Prefettura n. 14, presso i locali dell’ex Provincia, all’interno di Palazzo Minoriti. E’ stato costituito l’1 dicembre 2008, sotto la forte spinta della Prefettura di Catania (ai tempi guidata da S.E. il prefetto Finazzo), ed è attualmente costituito da venti comuni: Aci Catena, Aci Castello, Aci Sant’Antonio, Catania, Belpasso, Calatabiano, Camporotondo Etneo, Castel di Judica, Gravina di Catania, Linguaglossa, Mascali, Mascalucia, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Piedimonte Etneo, Ramacca, San Giovanni la Punta, San Pietro Clarenza, Tremestieri Etneo, Viagrande, oltre alla ex Provincia Regionale di Catania oggi Città Metropolitana. C’è da dire che quest’ultima ha deliberato il recesso dal Consorzio con delibera commissariale approvata il 30.12.2015.


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