SICUREZZA SUL LAVORO, CATANIA PEGGIO DI TUTTE IN SICILIA. LA CISL CHIEDE UN RIPENSAMENTO RADICALE


Pubblicato il 01 Agosto 2022

Partita la campagna regionale “Presidiamo la sicurezza”

Consegnata in Prefettura una lettera delle segreterie regionale e provinciale con le proposte della Cisl: prosegua impulso su tutela della salute dei lavoratori 


Catania, 1 agosto 2022 – Con i tragici incidenti dell’ultimo mese, nel 2022, Catania ha il triste primato delle morti sul lavoro in Sicilia: dieci. Un dato che assieme ai numeri del rapporto annuale Inail dà alla provincia etnea il peggior incremento in termini di sicurezza sul lavoro: nei mesi da gennaio a maggio 2022, ci sono state 3.506 denunce di infortuni (erano 2.257 nel 2021) di cui 554 solo a maggio (erano 469 nel 2021); 25 rilevazioni di malattie professionali (20 nel 2021).

Ecco perché, nel capoluogo etneo assume un significato particolare la mobilitazione che ha visto stamattina manifestare tutta Cisl siciliana davanti alle nove prefetture isolane, con l’iniziativa “Presidiamo la sicurezza”. Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl catanese, e Rosanna Laplaca, della segreteria regionale della Cisl siciliana, hanno guidato una delegazione di rappresentanti sindacali dei lavoratori, nei settori produttivi più interessati recentemente dai temi della sicurezza, che ha consegnato ai rappresentanti del governo un documento con le proposte del sindacato: coordinamenti permanenti in tutti i territori raccordati con il comitato regionale, aumentare il numero degli ispettori, investire in formazione, sinergia con la scuola.

«I dati dell’Inail – affermano Attanasio e Laplaca – devono indurre un ripensamento radicale delle azioni messe in campo sia dalle istituzioni, sia dalle parti datoriali e sindacali, per individuare percorsi di miglioramento e per fare di più per la tutela della salute e della sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati. Occorre fermare questa lunga scia di sangue».

Per la segretaria regionale «le prefetture hanno un ruolo fondamentale nello strutturare un coordinamento permanente di confronto e di presidio dei luoghi di lavoro a livello locale, perché aumenti la sinergia tra le parti in grado di garantire un maggiore ed efficace controllo di prossimità, evitare la dispersione delle risorse, investire in prevenzione e formazione anche attraverso la valorizzazione degli enti bilaterali e gli organismi paritetici. A livello regionale, opereremo perché il Comitato regionale di coordinamento in materia di Salute e sicurezza sul lavoro operi in raccordo con i coordinamenti territoriali».

Secondo Attanasio «oltre a reclutare nuovi ispettori in forza all’Istituto Nazionale del Lavoro e dare via alla convenzione tra Regione e istituto, va attuato un controllo sulla tipologia di contratti applicati: il dumping contrattuale è un’altra piaga da combattere, i contratti-pirata non solo impoveriscono il lavoratore ma possono essere essi stessi causa di infortuni. E poi va ricercata una sinergia anche con la scuola, affinché si promuovano i temi della sicurezza e si formino le giovani generazioni a partire dai banchi della scuola media».

«La Cisl ringrazia il Prefetto per il decisivo impulso che sta dando assieme all’Asp e all’Ispettorato del lavoro sui temi della salute dei lavoratori – conclude il numero uno della Cisl etnea – ecco perché chiediamo ancora con convinzione che intorno a tale necessità, su sua sollecitazione, si mobiliti il fronte sociale, istituzionale ed economico più ampio, affinché si definisca un patto di alleanza tra istituzioni, società civile, forze sociali ed economiche, per sottolineare con forza l’impegno a combattere un flagello che sconvolge la vita di troppe famiglie e spezzato la vita a tanti giovani lavoratori».


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