“SISTEMA CATANIA”, UNA “GIUSTIZIA FUORILEGGE”. L’AVV. SANFILIPPO CHIEDE LA SOSPENSIONE DELLE UDIENZE NELLA EX PRETURA (AULA “MICHELE PAPA”): “E’ INACCESSIBILE AI DISABILI, VIOLATA L’UGUAGLIANZA DEI CITTADINI”


Pubblicato il 29 Gennaio 2026

Mentre la “Catania perbene” (quella mescolanza di ordinaria borghesia omaggiante la magistratura per esigenze di classe e di portafoglio) si schiera, in larga parte, per il “NO” al referendum di marzo sulla “riforma Nordio”, i problemi della “giustizia” catanese restano sempre gli stessi. Da decenni. Come, ad esempio, le sedi giudiziarie, dove le illegalità sono diffuse e radicate e sono anche “figlie” di vecchi affari risalenti agli anni Ottanta, dove –tanto per cambiare- magistratura catanese e Poteri economici andavano a braccetto. Dicono che sia finito tutto…infatti, l’attuale Procura della Repubblica è scatenata contro gli spacciatori di droga. La Pubblica Amministrazione è, in sostanza, semplicemente scomparsa dalle cronache giudiziarie.

La Catania di oggi è per taluni aspetti peggio di quella degli anni Ottanta: là almeno l’illegalità e la mafia erano talmente evidenti da non avere bisogno nemmeno di  un’indagine. Oggi, il capolavoro degli affaristi catanesi è quello di una città trasformata in un luogo abitato da “persone perbene” . Tutti “perbene”.

Così succede , in via Crispi, da una villa liberty riuscirono agli inizi degli anni Ottanta, a realizzare un ufficio giudiziario, l’allora Pretura. Applaudirono tutti, o quasi: pochi  “pazzi” dissero “No”. Il catanese continuò nella sua vita all’insegna di “S.Agata e soddi”, i suoi “padroni” andarono dritti. Allora, si saldò quell’intreccio di un pezzo della “magistratura progressista” con il mondo della grande imprenditoria. Affari, insomma. Dicono che non sia più così.

Solo che la ex Pretura da decenni è semplicemente uno scandalo (per anni è caduta acqua dentro gli uffici, per anni ci sono stati problemi seri anche per il riscaldamento in inverno e per un ambiente fresco in estate).  Perché lì non doveva assolutamente nascere un ufficio giudiziario. Fu costruito un obbrobrio, in nome della legge, uno dei tanti. Un obbrobrio fuori legge anche perché ci sono le barriere architettoniche. Che impediscono un normale utilizzo da parte di soggetti svantaggiati. L’avv. Francesco Sanfilippo, Presidente del Dipartimento Disabilità e Politiche Sociali Controcorrente (ne abbiamo già parlato vedi link https://www.ienesiciliane.it/catania-uno-stato-fuorilegge-impedito-allavvocato-francesco-sanfilippo-di-fare-il-proprio-lavoro/ )

 ha scritto una lettera indirizzata al Presidente del Tribunale e al Presidente della Corte d’Appello chiedendo la chiusura parziale della struttura, nello specifico l’immediata sospensione delle pubbliche udienze perché l’ aula “Michele Papa”, posta a pian terreno, è inaccessibile. Malgrado dei lavori realizzati lo scorso anno, la situazione è sempre precaria. In sostanza, illegale. Di fatto, l’impossibilità di assistere alle udienze (che sono pubbliche) viola la Costituzione (proprio quella che viene brandita anche in queste settimane dalla “Catana perbene”…)Perché di legale nella “giustizia catanese” non ci sono nemmeno le aule. Vi aggiorneremo sugli sviluppi della vicenda.

IENA IN CONCORSO ESTERNO MARCO BENANTI.


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