di Marco Iacona Per ogni morte un grande rispetto. A destra a sinistra sopra sotto eccetera. Mi chiedevo in queste ore: ma i vecchi camerati della (mia) vecchia città, piangeranno la scomparsa di Guccini? Andava alla grande questo posso dirlo, la faccia era di chi avrebbe giocato a briscola con gli Hobbit, i temi certe […]
“Sturm” del giarrese Rosario Leotta selezionato per la prestigiosa mostra fotografica Art Babel di Miami
Pubblicato il 09 Novembre 2012
La mostra, che ha selezionato i migliori artisti dai cinque continenti, è una chiamata internazionale per progetti realizzati con qualsiasi mezzo artistico, a cura del critico e curatore statunitense Gean Moreno. Tema della mostra sarà “The End”, la fine, l’idea della fine era accettata con semplicità, tutto sarebbe finito e basta. Nella cultura popolare l’anno previsto per la fine era il 2012. L’immaginazione apocalittica avrebbe finalmente visto soddisfatte le sue profezie e il Libro delle Rivelazioni non sarebbe più stato solamente una serie di pagine. Ma raramente la fine si riferisce veramente alla fine, ancora meno in questi giorni. Il 2012 è iniziato con un’ondata di tensioni sociali – la primavera araba e la proliferazione delle occupazioni territoriali – e questo ci costringe ad immaginare la fine in modo più complesso. Da qualche parte, George Steiner ha scritto che siamo figli di un’epoca autunnale. Sembra che siamo destinati alla fine e all’esaurimento. Ma ora sembra che l’insoddisfazione generale abbia raggiunto il punto di ebollizione. Grazie all’elettricità che c’è nell’aria, la nostra immaginazione storica collettiva può riconfigurarsi.




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