Terziario Catania, Michele Musumeci è il nuovo segretario della Fisascat Cisl


Pubblicato il 12 Febbraio 2025

Si è tenuto il XXI congresso della federazione

L’impegno: lotta al dumping contrattuale e al lavoro povero; modifica dei criteri nelle gare d’appalto; welfare-mix per sostenere le famiglie dei lavoratori


Michele Musumeci è il nuovo segretario generale della Fisascat Cisl di Catania, la federazione delle lavoratrici e dei lavoratori del “terziario”, del turismo e dei servizi, È stato eletto nel corso del 21esimo congresso territoriale della federazione.

Musumeci, 62 anni, vanta una militanza ultratrentennale nella Cisl e subentra alla segretaria uscente Rita Ponzo. Il nuovo segretario avrà al suo fianco la segreteria territoriale formata da Federica Scammacca e Giuseppe Sapienza.

Al congresso hanno partecipato Giusy Sferruzza, segretaria nazionale Fisascat Cisl; Stefano Spitaleri, segretario generale Fisascat Cisl Sicilia; Maurizio Attanasio, segretario generale Ust Cisl Catania; Tony Fiorenza, responsabile nazionale del personale italiano delle basi Nato e presidente del comitato provinciale Inps.

Lotta al lavoro povero e disagiato e al dumping contrattuale; regolamentazione degli appalti; investimenti per lo stato sociale e partecipazione dei lavoratori alle imprese sono i temi approvati nella mozione congressuale finale e sui quali si impegnerà la nuova compagine che guiderà la Fisascat Cisl etnea, che avrà accanto il sostegno della Cisl provinciale.

Attenzione è stata posta alla transizione contrattuale, dati i bassi livelli di crescita economica e sociale, l’aumento dei prezzi al consumo dovuti alla crisi energetica con conseguente accelerazione dell’inflazione che ha colpito maggiormente il potere di acquisto del lavoratori. Particolare valore avrà un sistema di welfare-mix, con forme di integrazione tra pubblico e privato, per sostenere meglio le famiglie.

Desta allarme il dumping contrattuale, un fenomeno in continua espansione, che si trascina dietro anche il cosiddetto “lavoro povero”, con conseguente impoverimento del salario e della futura pensione. Un condizione che un’indagine dell’Inps regionale ha descritto sempre più presente, ad esempio, nelle strutture di cura alla persona di Catania. 

“Ci sono sempre più aziende  – denunciano in coro Fisascat e Cisl – che abbandonano i contratti tradizionali a favore di contratti firmati da associazioni minoritarie, veri e propri contratti spazzatura, che peggiorano le condizioni dei lavoratori: nella maggior parte di questi contratti non è prevista la 14° mensilità o lo straordinario retribuito con la dovuta maggiorazione. Spesso imprenditori senza scrupoli approfittano della debolezza dei lavoratori, ai quali impongono lavoro part-time, inquadramenti a livelli inferiori e clausole fin troppo flessibili”. 

“Chiediamo alla politica di approvare una norma che vincoli il CNEL a non approvare contratti di lavoro depositati da soggetti non rappresentativi, mentre bisogna vincolare le aziende ad applicare il Ccnl di riferimento”.

A tal proposito, Fiscascat richiama a un rapporto più stretto con le associazioni datoriali del territorio, per costruire insieme modelli di buone prassi e di rappresentatività, a garanzia dei reciproci interessi collettivi di tutela. 

Fari puntati anche sul settore turismo che a Catania ha grandi potenzialità, ma che ha bisogno di maggiore attenzione alla formazione, alla sicurezza e al corretto trattamento contrattuale del personale impegnato.

Spinoso il tema relativo alla Scmc, l’azienda speciale di servizi integrati della Città Metropolitana di Catania, con l’auspicio che la nuova dirigenza riesca a esprimere una governance stabile che riporti equilibrio all’interno e certezze tra i lavoratori, anche a garanzia dei servizi erogati alla collettività. 

Per la Fisascat Cisl di Catania, infine, «nelle gare di appalto, occorre l’obbligo all’adozione del sistema dell’offerta più vantaggiosa e non al massimo ribasso, come invece avviene oggi, con tutte le contraddizioni che tale sistema produce. È necessario far emanare norme legislative che definiscano in modo più vincolante procedure e regole finalizzate a garantire integralmente le medesime condizioni dei lavoratori occupati negli appalti”.


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