UGL sul rinnovo del contratto dirigenti Regione Siciliana: “Siamo soddisfatti ma serve subito una riforma generale”


Pubblicato il 11 Marzo 2026

comunicato sindacale

“Siamo soddisfatti Il rinnovo del contratto 2022-2024 del personale dirigenziale della Regione Siciliana non poteva più aspettare. Dobbiamo aggiungere però che la riforma della dirigenza della Regione Siciliana non può più essere rinviata. L’attuale assetto organizzativo, infatti, mostra evidenti criticità sia sotto il profilo dell’efficienza amministrativa sia in termini di adeguamento agli standard della pubblica amministrazione nazionale”. Lo afferma il segretario regionale UGL Sicilia, Carmelo Giuffrida al termine della riunione che ha sigillato il rinnovo del contratto per il comparto dirigenziale della Regione Siciliana. 

Insieme a Giuffrida hanno partecipato per UGL Ernesto Lo Verso,

segretario regionale pubblico impiego e i dirigenti regionali Gaetano Laudani e Franco Fasola.

In una prospettiva di maggiore qualità della macchina amministrativa della Regione Siciliana UGL Sicilia auspica una riforma generale come strumento strategico per migliorare efficienza, trasparenza, continuità e qualità. Per raggiungere questi obiettivi non basta il rinnovo dei contratti. 

Un’azione mirata riguarda gli organici: troppo ridotti. E con pochi giovani. 

“Vuoti significativi nelle posizioni dirigenziali incidono negativamente sulla capacità amministrativa e sulla tempestività dell’azione pubblica. A ciò si aggiunge l’elevata età media dei dirigenti attualmente in servizio – dice ancora Giuffrida -. Un intervento organico sulla struttura della dirigenza consentirebbe quindi non solo di superare le attuali anomalie, ma anche di creare le condizioni giuridiche e organizzative per bandire nuovi concorsi”.  

“La terza fascia dirigenziale – aggiunge Ernesto Lo Verso, segretario regionale UGL per il pubblico impiego – costituisce un unicum e determina disallineamenti normativi e organizzativi rispetto al modello nazionale della dirigenza pubblica. Ne auspichiamo l’eliminazione per ricondurre il sistema dirigenziale regionale a criteri di maggiore chiarezza, uniformità e funzionalità alla dirigenza delle Funzioni Centrali su due fasce”.


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