TUTTA LA VERITA’ NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’: DA PLATONE A PULEJO


Pubblicato il 03 Gennaio 2023

In nome della verità, il “popolo de La Sicilia” ha potuto stamane leggere la dotta prosa di S.E. il Procuratore Aggiunto Francesco Pulejo in tema di giustizia e riforme del governo.
In nome della verità, da alcuni anni, il quotidiano della città di Catania (che si specchia nel suo giornale) offre spazi sempre ampi ai magistrati. Che traducono questi spazi in lampi di pura verità. La verità che cercano sempre e comunque i magistrati (mentre, come ama ripetere, il “popolo della legalità” gli avvocati difenderebbero -sottolineiamo secondo questa vulgata populista e reazionaria- “delinquenti per denaro”).
La prosa del Dott. Pulejo è affascinante (almeno per gli amanti del genere), sembra evocare una qual amarezza per la giustizia che la politica (il Potere, secondo la cultura del “popolo della legalità”) non vuole fare funzionare e ancora si apre con una dotta citazione che rimanda ad un testo (che non si può difendere): Repubblica di Platone.
Affascinati dal dotto riferimento, abbiamo cercato di ricordare. E cosa abbiamo rammentato? Che il concetto evocato dal Dott. Pulejo lo formulò Adimanto e non Glaucone (come scritto dal Magistrato).
Eccolo: Repubblica di Platone, al libro 2° par. 362e si evince chiaramente che parla Adimanto (“i padri… non lodano la giustizia in se”, bensì la buona fama che ne deriva, per ottenere, grazie all’apparenza di persone giuste, cariche pubbliche. Queste sono le sue testuali parole).
Comunque quest’opera e’ molto istruttiva. Guarda cosa dice Trasimaco (primo libro): “la giustizia consiste nell’interesse del più forte…”
E Polemarco: “la giustizia consiste nel fare del bene agli amici e del male ai nemici”
E quindi (ancora Adimanto): “la condizione migliore e’ quella di un’ingiustizia mascherata da giustizia”.
Insomma, sarà stato un caso (sono parole di un’opera “vecchia”, risalente ad un’altra epoca dell’umanità), ma pensandoci bene -e sottolineiamo che non facciamo alcun riferimento personale, semmai di sistema- sembrano proprio -queste sì- perfettamente adeguate alla giustizia italiana. Per non parlare di quella catanese, le cui “prodezze” resteranno immortali (al netto delle vittime… della stessa “giustizia”).

di iena al servizio addirittura del garantismo Marco Benanti.


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