La parola mancia ha alcune possibili etimologie, ma quella di cui voglio parlare oggi, è sicuramente la più offensiva.Una assai probabile etimologia riconduce al francese “ manche”( manica) la parola che si riferiva alla abitudine di dotare i servi di un solo vestito ogni anno ed una manica di riserva( manche appunto)per sostituire quella che […]
VI PARLANO DI MALTEMPO ED EROISMO. MA LE COSTE CATANESI AGGREDITE DAL CEMENTO?
Pubblicato il 25 Gennaio 2026
Lungi dal volere sottacere la gravità dei fenomeni temporaleschi dei giorni scorsi ed in speciale modo l’aggressività della mareggiata che ne è conseguita con il portato – catastrofico – per le aree rivierasche della Sicilia Orientale, sarebbe ingenuo non constatare le modalità attraverso le quali il mondo mainstream comunicativo catanese ha inteso raccontare il fenomeno. Lo ha fatto seguendo due direttrici molto semplici : la prima incentrata sull’imprevedibilità e l’eccezionalità dell’accaduto, l’altra intingendo la penna su un’emotività resistenziale, lacrimevole, eroica.
Nulla poteva essere contrapposto – si è raccontato – alla violenza di elementi furiosi dinanzi ai quali ci si può solo inchinare tendendo poi la mano verso il solito pantalone – regionale e nazionale – perché possa indennizzare tutti indistintamente. Inneggiare quindi – a corredo nel racconto di cui sopra – alla generosità degli angeli del fango etnei ed al coraggio di chi si alza le maniche per superare il momento difficile in nome del melior de cinere surgo. Queste architravi della comunicazione normalizzano lo scempio delle coste aggredite da attività commerciali – talune persino sugli scogli -, seconde case a dieci metri dal mare, infrastrutture ferroviarie installate sul litorale in spregio a qualsiasi logica ed ad un briciolo di buon senso.
Le irregolarità sono talmente sesquipedali che fingere di ignorarle in nome della solidarietà è un’opera di tale disonestà intellettuale da fare arrossire di vergogna quanti se ne facciano carico sebbene costoro conoscano molto bene lo stato delle cose ma, come è cosa buona e giusta delle nostre parti, prediligono interessatamente raccontare la storiella della natura violenta e dell’eroismo della cittadinanza. In definitiva a sviolinare con così tanta solerzia sono i soliti figli della buona borghesia locale che quando c’è da difendere l’amata roba sono sempre in prima fila ignorando malefatte ed abusivismi di sorta. CI si riempie la bocca di modernità ad un tanto al chilo ma siamo ancora a Mastro don Gesualdo.
É troppo difficile puntare il dito sull’ingordigia di chi ha profanato il mare per farci un ristorante pro domo sua o di chi ha privatizzato il litorale con capitali sulla cui limpidezza qualcuno potrebbe ogni tanto scrivere e qualcun altro magari indagare O vogliamo fare una colletta per il lido del prestanome devastato dai marosi? O magari dare una mano – con i soldi pubblici perché no – alla pizzeria abusiva? O venire incontro al furbetto che si è costruito la seconda casa vista mare e che ora fa il video su TikTok per denunciare piagnucolando la distruzione della sua dimora? Abboccare alla narrazione di chi normalizza lo stato d’eccezione é l’ennesimo – e prevedibile – passo verso il baratro di una comunità che perpetua solo errori su errori. E che non sa guardare con il giusto distacco a quelle nefandezze ambientali che tollera e persino promuove. Ma è più facile per i soliti maggiordomi in servizio permanente effettivo, inneggiare alla resistenza della cittadinanza puntando il dito contro i disfattisti che denunciano lo scempio. Che qualche ingenuotto da cui raccattare un po’ di like si racimola sempre.
Saluti disincantati.
Luca Allegra (con il concorso esterno di Marco Benanti).




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