7 dicembre, 70° Anniversario della strage dei minatori a Troina (Enna): 13 lavoratori rimasti uccisi


Pubblicato il 12 Dicembre 2020

La strage più grande sul lavoro, a memoria storica avvenuta in Sicilia dal dopoguerra ad oggi.

Questi i Loro nominativi: Ing. Giulio Panini Geom. Amabile Colarossi ,Geom. Vito Colarossi Gino Lorenzoni, Francesco Capasso, Gildo Castelli, Armando Giannotti,Antonino Muscarà, Luigi Pompeo, Giuseppe Stati Giovanni, Tuccio Carmelo ,Carmelo Verducci, Benedetto,Vergani.

E’ doveroso ricordare, per riportare alla comune conoscenza, la dinamica della strage e i periti nel tragico accadimento.

In una regione affamata di acqua (ieri come ancora oggi) si stava costruendo la grande diga dell’Ancipa. Il luogo del disastro, avvenne giorno 6 dicembre 1950 alle ore 21.30, in una galleria in costruzione da parte della società “Sogene”, asservita alla diga messa in opera dall’Ente Siciliani dell’Elettricità.

Il disastro si verificò nella quarta finestra della galleria secondaria lunga 375 metri, in contrada“ Candela”, che si innestava in quella principale, estesa per sette chilometri. Le gallerie sono essenziali per trasferire l’acqua dalla diga dell’Ancipa all’area dove sono collocate le turbine – Centrale di Radicone -, fondamentali per produrre l’energia elettrica. La diga sbarrò il fiume Troina, creando un grande lago artificiale ( Lago Sartori) , a 1000 metri di altezza e con una capacità di 28 milioni di metri cubi di acqua. Il lago è di grande valenza naturalista, ai confini del Parco dei Nebrodi.

Nei due giorni precedenti alla tragedia i minatori erano rimasti inattivi, prima per la festività di S. Barbara (….giustappunto patrona dei minatori oltreché dei pompieri) e poi in sciopero, rivendicando, con il supporto delle organizzazioni sindacali, alcuni obiettivi fondamentali, sul piano salariale e normativo ( orario di lavoro…). Quei tempi erano molto tristi e “magri” per i lavoratori dipendenti, nelle campagne, fabbriche e cantieri. In particolare i minatori vivevano quotidianamente le condizioni lavorative più disastrate, in luoghi privi della luce solare, in un contesto caratterizzato da grande fatica, con il costante rischio derivante dal crollo delle gallerie, di pericoli per la salute dall’insorgere della ricorrente silicosi nei polmoni, delle esplosioni improvvise dei gas accumulati..

Dopo la risoluzione della vertenza, nel corso della sera di giorno 6 dicembre si iniziarono le operazioni di controllo sulle eventuali esalazioni di gas (il famigerato grisou, “nemico” storico dei minatori) per tornare a lavorare nelle due gallerie. Improvvisamente avvenne il dramma. I tre lavoratori che erano entrati nella prima galleria, percorsi circa duecento metri furono direttamente investiti da una tremenda esplosione, avvertita fino nel paese di Troina, provocata dalla miscela di metano ed aria “immagazzinatosi” nei gironi precedenti. Morirono sul colpo, drammaticamentsbrindellati.

Nel tentativo di portare aiuto (la solidarietà tra gli operai è sempre stata un aspetto fondamentale nei luoghi di lavoro) si iniziò, quindi, una “catena umana” di soccorso. Prima entrarono in tre, rimasti subito uccisi asfissiati dopo circa cento metri di percorrenza, poi, altri sette lavoratori con grande abnegazione e generosità si addentrarono nella galleria, restando anch’essi uccisi dalle forti esalazioni di gas che ormai avevano totalmente invaso i siti sotterranei.

Successivamente, le altre squadre di aiuto, preso atto del continuo gravissimo pericolo in essere e organizzatosi in maniera accurata, riuscirono a penetrare nel luogo della morte, portando fuori undici cadaveri interamente dilaniati e prestando assistenza ad altri che erano rimasti intossicati. I corpi di due lavoratori non furono ritrovati. I minatori morti provenivano da varie aree territoriali nazionali: Enna, Catania, Abruzzo, Calabria, Lazio.

I lavori di costrizione della diga dell’Ancipa durarono tre anni, dal 1949 al 1952. Fu pagato un alto tributo di sangue. Infatti in questo arco di tempo, a seguito dei tanti avvenimenti mortali, morirono cinquanta lavoratori. In questo periodo furono impiegati alcune migliaia di lavoratori. Un gran numero di minatori, trecentodieci, provenne da Motta S. Giovanni, un paesino calabrese di seimila abitanti.

Nel 2008 da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano fu conferita, alla memoria, la medaglia doro al merito civile.

domenico stimolo.

 


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