“Architettura nei centri storici non può essere tabù”: Sì a nuovi innesti in armonia con storia e tradizione


Pubblicato il 23 Novembre 2021

Catania “ospita” Andres Canovas: convegno e mostra dell’architetto spagnolo

CATANIA – Un’architettura contemporanea che valorizzi il costruito esistente e che accompagni Catania nel processo di cambiamento tanto atteso. È stato questo il filo conduttore degli interventi che hanno caratterizzato l’incontro con l’architetto spagnolo Andres Canovas “Luoghi e persone”, tenutosi  il 20 novembre a Palazzo della Cultura.

Un evento finalmente in presenza, promosso dall’Ordine e dalla Fondazione degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori etnei, che «rivestono un ruolo chiave nella pianificazione nella nuova visione della città – ha dichiarato l’assessore ai Beni Culturali del Comune di Catania Barbara Mirabella – una grande iniziativa, questa volta con un illustre ospite le cui opere sono un concreto esempio di sostenibilità legato all’architettura e alla bellezza».

 «Il cambiamento sociale e le risorse economiche messe a disposizione dall’Europa, rappresentano oggi una grande opportunità per l’architettura contemporanea. Un’opportunità da cogliere, consapevoli del ruolo dell’Architettura nello spazio urbano e collettivo, seguendo alcuni modelli in cui questo processo di armonizzazione tra “passato e presente” è già presente da anni – ha commentato il presidente dell’Ordine Sebastian Carlo Greco – le realizzazioni di Canovas, che rientrano nella prestigiosa raccolta di ACM Arquitectos, ne sono un esempio concreto. Puntare alla qualità del costruito e alla valorizzazione del patrimonio culturale, rappresenta una priorità di questo Consiglio: vogliamo restituire all’architettura, in quanto valore di interesse pubblico, quella dimensione sociale e culturale che può aiutare i cittadini a identificarsi con l’ambiente circostante».

«Abbiamo organizzato l’incontro nell’ottica di mettere in risalto le opere di architettura contemporanea nei centri storici, argomento che sembra essere quasi tabù nella nostra città: vogliamo dimostrare che è possibile far coesistere storia e contemporaneità, tradizioni e nuove visioni. Conosciamo bene la realtà dei nostri centri storici, che versano in gravissime condizioni statiche e igienico-sanitarie e spesso sono privi dei requisiti di salubrità e sicurezza – ha spiegato la presidente della Fondazione Eleonora Bonanno – non si vuole intervenire sugli edifici di pregio e valore, ma solo sul tessuto fatiscente. C’è bisogno di Architettura contemporanea per rigenerare le nostre città».

Che direzione intraprendere, dunque? «Stiamo vivendo due rivoluzioni: quella legata ai cambiamenti climatici e quella legata alle donne – ha commentato Canovas – Sarà su queste priorità che si proietterà l’architettura del futuro. Bisogna puntare non solo ad habitat ed edifici esteticamente belli, ma soprattutto alla funzionalità delle opere all’interno della società e del costruito, guardando al futuro e prendendo spunto dal passato per la realizzazione di nuovi progetti».

 ANDRES CANOVAS

Andres Canovas, architetto, è direttore del Dipartimento di Architettura della Scuola Tecnica Superiore di Madrid (ETSAM). Ha tenuto corsi e conferenze in più di trenta università in tutto il mondo. Ha ricevuto il Premio Nazionale per il Restauro e la Conservazione dei Beni Culturali 2012, assegnato dal Ministero dell’Istruzione, della Cultura e dello Sport del governo spagnolo, per il suo lavoro nel Verricello di Cartagena. Per lo stesso progetto ed è stato selezionato per il Premio Mies van der Rohe. Ha ricevuto il Premio Luis Moreno Mansilla, il Premio Santiago Amón, il Premio Umicor, il Premio di Architettura della Regione di Murcia, il Premio della Comunità di Madrid, il Premio Internazionale di Architettura CSCAE e il Premio COAM. Ha ottenuto inoltre più di 150 Premi e Menzioni in concorsi nazionali e internazionali. Il suo lavoro è stato pubblicato ed esposto in tutto il mondo e raccolto in quattro monografie.


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