Capodanno a Catania: la città si risveglia tra pioggia e turisti


Pubblicato il 02 Gennaio 2026

La prima giornata del 2026 nella città etnea tra bagni coraggiosi, vie deserte e un centro storico che parla tutte le lingue del mondo.
Catania, 1 gennaio 2026
Catania si risveglia lentamente dopo una notte di festeggiamenti caratterizzata da un tempo insolito per quello che è considerato il capoluogo più assolato d’Italia. La pioggia, ospite inattesa ma non sgradita, ha accompagnato i brindisi di fine anno, contribuendo a mantenere i festeggiamenti in un clima ordinato e composto.
La città dorme fino a tarda mattina. Verso le 10-10:30 cominciano a svegliarsi turisti e catanesi, che popolano i bar per una colazione abbondante e tipica. Ma non mancano gli impavidi: sulla spiaggetta nera di San Giovanni Li Cuti si ritrovano i coraggiosi del primo bagno dell’anno. Tra loro, la signora storica che frequenta abitualmente la spiaggia, alcuni ragazzi venuti da Ostia che senza programmazione alcuna si spogliano e si tuffano, e visitatori da Salerno e Caserta, tutti accomunati dal desiderio di inaugurare il 2026 nelle acque del borgo dentro la città, all’ombra del vulcano.
Le vie principali sono deserte di automobili, rendendo Catania ancora più bella da vivere a piedi. La centralissima via Etnea comincia a brulicare di persone, ma con una caratteristica particolare: è una moderna babele di lingue e nazionalità. Si sentono accenti slavi, orientali, dell’est europeo, spagnoli e i più classici inglesi. A occhio e croce, il turista supera numericamente il cittadino catanese. Tra qualche dialetto dell’entroterra siciliano, si percepisce la quasi assenza del tipico accento catanese.
Il risveglio post-festività è gioioso, composto e ben ordinato, in linea con quanto avvenuto la sera precedente. Complice – o per merito – della pioggia, la festa si è svolta in modo molto composto e lo spettacolo ha fatto il suo corso senza calche. Va riconosciuto il merito a un servizio d’ordine impeccabile che ha fatto rispettare sia le ordinanze che la programmazione, evitando disturbi e quello che in altre regioni vengono chiamati “maranza”.
L’unico neo di questa bella giornata riguarda l’atteggiamento di molti commercianti catanesi. Via Etnea, tranne qualche eccezione, vedeva la maggior parte dei negozi chiusi. Quei pochi aperti erano stracolmi di persone, a dimostrazione della domanda esistente. C’è sempre “un pensierino, qualcosa da comprare”, come si dice. Emerge quindi la necessità per Catania di fare quel salto di qualità che la porti a trasformare i suoi abitanti non solo in bravi osti o albergatori, ma in veri e propri ambasciatori della propria città, capaci di cogliere le opportunità economiche e sociali che il turismo offre.
Iena che osserva.


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