Caso StM. Sono ore difficili per i lavoratori catanesi. Barbara Tibaldi (Fiom nazionale): “Proclamato lo stato di agitazione in tutti gli stabilimenti” .Rosy Scollo (Fiom CT): “Oggi dal Governo solo silenzio. Se già prima chiedevamo di essere ricevuti dal Ministero, ora lo reclamiamo a gran voce”


Pubblicato il 08 Febbraio 2025

Sono ore difficili per i lavoratori catanesi di StMicroelectronics dopo le notizie di stampa che segnalano la grave crisi in corso dell’azienda che metterebbe a rischio i lavoratori italiani.
Negli stabilimenti di Catania sono oltre cinquemila gli addetti, tutti di alta professionalità, che rappresentano la spina dorsale di un’azienda fiore all’occhiello dell’industria siciliana. Senza contare tutto l’indotto che ogni giorno assicura ossigeno all’Etna Valley.
Sul caso intervengono la segretaria nazionale di Fiom Cgil, Barbara Tibaldi e la segretaria generale della Fiom Catania, Rosy Scollo. “Apprendiamo dagli organi di stampa gravissime notizie che, qualora confermate, metterebbero in discussione l’affidabilità dei massimi vertici di STMicroelectronics e soprattutto, determinerebbero pesanti incertezze sul futuro dell’azienda. – dice Tibaldi- Tutto questo, mentre in sede di informativa presso il Comitato Aziendale Europeo (CAE), l’azienda annuncia l’intenzione di presentare alle organizzazioni sindacali un piano di riorganizzazione con pesanti tagli.

Per quanto ci riguarda non ci sono le condizioni per discutere tale piano e forse neanche per presentarlo.Mentre il Governo (che è parte della proprietà per il 13%), a fronte di diversi solleciti da parte nostra, ancora non convoca il tavolo richiesto sulle prospettive della più grande azienda di microelettronica presente nel nostro Paese con oltre 13.000 lavoratrici e lavoratori. In assenza della convocazione urgente da parte del Governo e della chiarezza necessaria da parte dell’azienda è stato proclamato lo stato di agitazione in tutti gli stabilimenti”. 
Per la segretaria generale Rosy Scollo, “non è possibile che gli eventuali errori dei vertici aziendali ricadano sui lavoratori, soprattutto in un territorio complesso come Catania già messo a dura prova dalla crisi industriale. STMicroelectronics a Catania è strategica per il Paese, figuriamoci per la nostra Isola. – prosegue Scollo- Meno di un anno fa venivano annunciati 5 miliardi di investimenti nel nostro territorio. Oggi dal Governo c’è solo silenzio. Se già prima chiedevamo di essere ricevuti dal Ministero, ora lo reclamiamo a gran voce”.


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