Catania e grandi opere, Pua, interrogazione M5s: contrari. Gianina Ciancio: “la variante non è stata assoggettata alla Valutazione ambientale strategica”


Pubblicato il 06 Febbraio 2014

Comunicato dal MoVimento 5 Stelle Catania – Gruppo “Catania5Stelle.it” di piazza S. Maria della Guardia, 18:

“il Piano Urbanistico Attuativo Variante Catania Sud (PUA) è privo della Valutazione ambientale strategica (VAS), prevista dalle direttive europee. Lo era quello originario del 2005 e lo è anche quello modificato e poi adottato dal Consiglio Comunale di Catania nel novembre 2013 e ora in attesa di approvazione dalla Regione.

Si potrà dare il via libera definitivo al progetto, senza questo requisito fondamentale? Questo l’oggetto dell’interrogazione targata M5s, prima firmataria la portavoce Gianina Ciancio, indirizzata al Presidente Crocetta e all’assessore al Territorio e all’Ambiente.

Il Movimento chiede di annullare la variante originaria o, quanto meno, di verificare che sussistano i presupposti per l’approvazione, e di “restituire” l’ultima variante, tra l’altro ampiamente modificata rispetto al progetto iniziale, al Comune. In subordine, chiede un parere all’avvocatura dello Stato per accertare le conseguenze negative che un’eventuale approvazione della variante potrebbe causare all’ambiente e al patrimonio culturale. Infatti, l’ultimo progetto, presentato dalla ditta privata “Stella Polare” e adottato dal Consiglio comunale, prevede una massiccia cementificazione per “riqualificare” la zona sud di Catania, su un’area di circa 5,300 ettari in parte ricadente nella pre-oasi del Simeto, a forte rischio idrogeologico: strutture ricettive e ricreative, parchi, impianti sportivi, parcheggi, un centro congressi, un campo da golf e un mega acquario.

“Ancora una volta – dicono i deputati Cinquestelle – constatiamo un’idea di sviluppo basata non sulla valorizzazione reale e sostenibile del territorio, ma sul cemento e sulla cancellazione di masserie ed edifici storici e sulla sottrazione di terreni all’agricoltura, in contrasto con le recenti direttive Nazionali ed Europee”. “Rischiamo di costruire una cattedrale nel deserto, sganciata dai reali fabbisogni, tutto questo in mancanza di una valutazione scientifica e tecnica, in una zona fortemente a rischio secondo gli studi contenuti nel piano d’assetto idrogeologico redatto dalla stessa Regione Siciliana. Ci auguriamo che il governo prenda una posizione critica nei confronti di questa variante e riveda l’arbitrario parere dato lo scorso anno, nel quale decreta la non assoggettabilità alla VAS smentendo, di fatto, le determinazioni previste nel Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI) e aprendo la strada a possibili speculazioni”. “

 


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