Catania, il fallimento del Tondo Gioeni: a quando la rotatoria? Fra uno, due o tre mesi?


Pubblicato il 02 Ottobre 2013

Intanto, la gente reale -quella che vive e non sta in salotto- passa giornate di incazzature feroci…come ieri e oggi….di iena di strada

Sulla fallimentare operazione del Tondo Gioeni, che ha messo col culo per terra mezza città (a parte una quota di salottieri che da “sinistra” si sono spostati -“in modo rivoluzionario”- in centro), il Palazzo sta continuando la sua opera mirata a coprire tutto o quasi, con “fumo” azioni per sviare l’attenzione (ultimo in ordine di tempo, un “tavolo per l’emergenza sismica” nelle scuole, problema autentico e non mediatico, per il quale attendiamo azioni concrete e rapide come quelle fatte per buttare giù il ponte del Tondo Gioeni).

Sul cantiere, intanto, incombe la questione dei sottoservizi: quello del gas e quello dell’Enel. C’è da spostare condutture: operazioni che costano. Soldi e tempo. Ergo: la famosa rotatoria -che non risolverà comunque il caos auto creato dall’abbattimento- rischia di vedere allungati i propri tempi di realizzazione. In attesa sempre di un sottopasso, da via Caronda in via Grassi, che solo chi vuole prendere per il culo il suo prossimo può dire di poter realizzare in un anno.

Ma c’è di più: sulla data di realizzazione della rotatoria dal Palazzo sono arrivati annunci diversi. Si è cominciato con il 15 ottobre, poi si è dato appuntamento a novembre, poi ancora a fine ottobre, alcuni hanno già detto dicembre. Insomma, anche sulla data di ultimazione lavori della “rotonda” l’amministrazione comunale ha mostrato il connotato di fondo della sua azione: l’improvvisazione. La non pianificazione, l’andare a tentativi.

Di certo, ci sono i disagi in serie, i costi aggiuntivi per affrontare file o percorsi alternativi (in un periodo di crisi economica), le imprecazioni dei catanesi (qualcuno ieri su facebook lanciava “messaggi” non proprio d’amore contro il sindaco…)

che devono affrontare ogni giorno file e rallentamenti sulla circonvallazione.

Oggi pomeriggio -per fare due chilometri scendendo da Nesima- c’è chi ha impiegato 30 minuti!

In una città che si volesse bene -con cittadini “non tifosi” con i paraocchi di chi comanda, ma usciti dalla infantile “logica da stadio” (se stai con me mi dai ragione sempre, se sei contro di me mi dai torto sempre) che domina l’italietta- l’amministrazione sarebbe chiamata a rispondere politicamente del proprio operato, dei danni che ha provocato e sta provocando a decine di migliaia di persone in carne ed ossa. Ma Catania è oggi -più che mai- provincia di un paesello di squallide fazioni.


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

1 min

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alle domande del pubblico  – a Taormina – sulla vicenda dell’aeroporto di Catania, si è detto favorevole alla privatizzazione di tutti e quattro gli scali siciliani, non solo quello catanese e comisano. “Io credo che la strada sia questa: mi auguro che la Sicilia […]

1 min

di iena Marco Benanti Con preghiera di diffusione ad Anthony Barbagallo e a chiunque voglia interrompere questo monopolio della comunicazione.La risposta di esponenti del centrodestra e di chi amministra l’aeroporto alla crisi aeroportuale sembra costruita su una linea molto precisa: rivendicare quanto fatto e attribuire alle compagnie aeree la responsabilità delle conseguenze.È una scelta comunicativamente efficace, […]

2 min

comunicato stampa sindacale “Ci avviamo verso un autunno particolarmente delicato. Tante vertenze, tanti problemi da affrontare per la città di Catania. Pure l’Etna mette a dura prova le già fragili infrastrutture”, dichiara Giovanni Musumeci, segretario territoriale della UGL di Catania. “Pensiamo alla vertenza Pfizer, una delle nostre maggiori preoccupazioni. Non è in gioco soltanto il […]