Crisi Ciancio, vertenza Sige-Telecolor: sciopero rinviato a lunedì


Pubblicato il 04 Ottobre 2012

Avrebbe dovuto tenersi domani, venerdì 5 ottobre. Anche la manifestazione davanti alla Prefettura rinviata a lunedì 8 ottobre, stesso orario. Una risposta alle note di Sige e Telecolor: “il rammarico è reciproco ma le aziende non hanno mai presentato piani industriali, bilanci o documentazioni”

Pubblichiamo comunicato sindacale di Slc Cgil e Fistel Cisl:i lavoratori di Telecolor e SIGE hanno deciso di spostare a lunedì 8 ottobre lo sciopero e la manifestazione davanti alla Prefettura in programma per domani, venerdì 5 ottobre.I lavoratori colgono l’occasione per sottolineare alcune imprecisioni rilevate nelle note diffuse ieri da Sige e Telecolor. Il rammarico è reciproco, ed è fondamentale chiarire che da Sige e Telecolor non è stato presentato alcun piano industriale, alcun bilancio, alcuna documentazione.I lavoratori di SIGE (Antenna Sicilia) e Telecolor, fin dai primi incontri con la proprietà, si sono resi collaborativi e costruttivi nel contribuire a fare la loro parte. Ma sembra che fino a oggi non ci sia un progetto reale per superare la crisi e rilanciare le aziende. E non si intuisce quali siano le reali intenzioni delle aziende, ma è evidente che il disinteresse da parte dei soci a investire in un settore così strategico per l’economia catanese è reale.Nonostante la disponibilità dei lavoratori a trattare per definire un contratto di solidarietà, ma certamente non a una riduzione dell’orario di lavoro così drastico, le aziende non hanno voluto trattare, restando ferme sempre sulla loro posizione.Una verità è evidente: le aziende grazie anche al numero di lavoratori sono riuscite a posizionarsi ai primi posti nelle graduatorie del bando per l’assegnazione delle “pubbliche frequenze televisive”. E dopo aver ottenuto le frequenze hanno pensato bene a eliminare un costo, e così oltre il 50 per cento di lavoratori sono diventati “esubero”. Quando si dice «ormai la spesa è fatta…».È doveroso da parte dei lavoratori accendere i riflettori soprattutto su questioni che riguardano beni relativi al “patrimonio pubblico” che migrano nelle disponibilità di imprese private. Soprattutto quando tali imprese dimostrano di non avere alcuna responsabilità sociale e visione economica strategica per il territorio e il settore dell’informazione.Rispetto ai presunti privilegi concessi ai lavoratori di Antenna Sicilia, essi sono frutto di contrattazione tra le parti che hanno portato benefici alle produttività dell’azienda e dispiace leggerli come regali e privilegi concessi. Tra l’altro per una rigidità eccessiva, proprio l’azienda li ha disdetti senza rispetto di nessun criterio e senza rispetto del tavolo di trattativa aperto, dimostrando con i fatti ancora una volta la propria intransigenza al confronto. I lavoratori sono lieti della nuova notizia circa la volontà del rilancio delle aziende, volontà fino a ora mai dichiarata.


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