Cronache Catanesi Agatine: economia moribonda. Bianco e la strana voglia di “seppellire” quel che resta del commercio


Pubblicato il 03 Febbraio 2015

di Ignazio De Luca

Catania da sempre è stata città attraversata dallo spirito mercantilistico, dal quale fiorenti attività commerciali, in tutti i settori merceologici, che si sono sviluppate in modo mirabile e da primato, surclassando la “capitale” Palermo, che a sua volta deteneva il primato del “posto” pubblico.
Già da tempo la lunga crisi congiunturale ha via via aggravato il circuito economico delle due maggiori città siciliane, in ambedue i settori, rendendo sempre più problematico, per le famiglie, sbarcare il lunario.
Disparate e variegate sono le teorie predominanti di questa lunga crisi congiunturale Europea: BILDBERG, le banche, l’euro, la massoneria, la casta politica che non riesce ad organizzare le risorse.

A Catania, sembrerebbe incredibile, a peggiorare la situazione economica, affossando quel che resta del commercio, abbiamo anche il “Bianco IV”.
Fin dal suo insediamento, nel maggio 2013, all’osservatore neutrale e noi tra questi, apparve chiaro, dalle liste d’appoggio, che la “primavera” era stata soppiantata da un incipiente quanto drammatico “autunno”.
In un crescendo rossiniano di belle “Minkiate e Malafiure”: dal “tonfo Gioeni”, al lungomare liberato, con la serrata di tutti gli esercizi commerciali, dagli ambulanti “abusivi torcia” La Fata, in una Catania che nell’abusivismo ambulante ha la sua griffe, ai paninari “mafiosi” che devono essere spazzati via dalla Via del Rotolo dove lavorano da più di trent’anni, (probabilmente per favorire qualcuno dei soliti noti speculatori?), dalle rotonde di via D’Annunzio alla protesta dei negozianti, che in “stile british” sono stati definiti, spregiativamente,  “bottegai”, da un assessore, fino, è storia di oggi, alle proteste dei torronai, otto torronai, che loro dicono da sessant’ anni, durante la festa agatina, hanno sempre lavorato in piazza Università.

Per Sant’Agata 2015, ai torronai, che insieme alla loro mercanzie portano anche un food tipico e caratteristico di antica tradizione sicula, da questa amministrazione, piena zeppa di “scienziati” a tutti i livelli, è stato, CATEGORICAMENTE, vietato di piantare le loro tende, in piazza Università.
Si sono dovuti accontentare di sistemarsi in viuzze laterali, o altrimenti, riferiscono gli interessati “un gabinetto, un capo di gabinetto” precisano, li avrebbe “avvertiti”, che altrimenti avrebbero… menato il torrone nell’altro senso della parola. Sarà stato così?

Caratteristica di quest’amministrazione risulta essere la recidiva abituale, di abusi e atti amministrativi illegittimi, il caso “a tutto gas” di Danzuso ne è l’esempio classico.
Anche con i torronai gli “scienziati”, non si sono smentiti. Gli otto torronai storici sono stati suddivisi: quattro nelle traverse di piazza Università e quattro ai “Quattro Canti”.

IMG_5559                           IMG_5556

Nelle viuzze adiacenti piazza Università, il posizionamento delle bancarelle, restringe pericolosamente gli spazi di fuga, in caso di pericolo, non ci meravigliamo, conoscendone la fama, che la responsabile della Protezione Civile non ne abbia tenuto conto.

IMG_5546
Di più, ad un esercizio commerciale autorizzato ad occupare il suolo pubblico, con sedie e tavolini, è stato vietato per tutta la durata della festa, il dispiegamento delle attrezzature, proprio per la presenza della bancarella del torronaio, “sfrattato” dalla piazza. Innestando così anche la classica “guerra tra poveri”, poiché il bar crede di non poter esercitare il suo buon diritto ad occupare il suolo pubblico per colpa della bancarella. Ai “Quattro Canti”, ancora meglio! Due bancarelle occupano ingresso e vetrine di due esercizi commerciali. Non è finita! La bancarella dal lato della “Tim” il 5 febbraio, dovrà smontare, ché altrimenti per la vara della Santa non sarà agevole affrontar la salita di San Giuliano.

Non ci resta sperare che la Santa faccia il miracolo! Che non accada nulla di grave. Amen.

 


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

1 min

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alle domande del pubblico  – a Taormina – sulla vicenda dell’aeroporto di Catania, si è detto favorevole alla privatizzazione di tutti e quattro gli scali siciliani, non solo quello catanese e comisano. “Io credo che la strada sia questa: mi auguro che la Sicilia […]

1 min

di iena Marco Benanti Con preghiera di diffusione ad Anthony Barbagallo e a chiunque voglia interrompere questo monopolio della comunicazione.La risposta di esponenti del centrodestra e di chi amministra l’aeroporto alla crisi aeroportuale sembra costruita su una linea molto precisa: rivendicare quanto fatto e attribuire alle compagnie aeree la responsabilità delle conseguenze.È una scelta comunicativamente efficace, […]

2 min

comunicato stampa sindacale “Ci avviamo verso un autunno particolarmente delicato. Tante vertenze, tanti problemi da affrontare per la città di Catania. Pure l’Etna mette a dura prova le già fragili infrastrutture”, dichiara Giovanni Musumeci, segretario territoriale della UGL di Catania. “Pensiamo alla vertenza Pfizer, una delle nostre maggiori preoccupazioni. Non è in gioco soltanto il […]