Cronache del Regime catanese: il podestà cerca di scaricare sui dipendenti le colpe dell’incapacità politico-amministrativa della sua giunta


Pubblicato il 03 Settembre 2016

di iena della disubbidienza marco benanti

E’ di oggi la notizia, apparsa su “La Sicilia”, di una messa in stato di accusa disciplinare nei confronti del direttore del settore attività produttive del Comune di Catania: “in Comune continuano i provvedimenti disciplinari nei confronti del personale”

Secondo la migliore tradizione di scaricare sugli altri le proprie incapacità, ciò che accade al Comune di Catania è a dir poco da manuale.

Adesso l’ultima vittima sacrificale sembra essere il dirigente del settore delle “attività produttive”, se non ricordiamo male si tratta di un dipendente prima ai vertici della polizia municipale, probabilmente “fatto fuori” a suo tempo per far posto a qualcuno che doveva essere collocato per “meriti speciali”.

Si addebita, a questa vittima di turno, niente meno che la mancanza di programmazione di interventi in materia di concessione del suolo pubblico o per i dehors, come se le scelte politiche riguardassero i dipendenti comunali e non già i politici che guidano il Comune.

Occorrerebbe vedere poi se gli “input” dati (di cui non si ha alcuna conoscenza) dagli assessori risultano comprensibili, imparziali e realizzabili nel contesto della città di Catania.

Una cosa è certa: l’assessore alle attività produttive Angela Mazzola a suo tempo si è dimessa e i contrasti con le associazioni dei commercianti continuano ad essere dei più furibondi, per non dire che, guarda un po’, l’assessore al commercio in questo momento è il medesimo Enzo Bianco, che oltre a fare il sindaco dovrebbe trovare il tempo di fare ad interim anche l’assessore alle attività produttive.

Pur non conoscendo nei particolari le vicende del settore commercio al Comune di Catania, ci sembra esagerato il ricorso ad un sistematico scaricabarile e messa in stato di accusa nei confronti di dirigenti comunali, allorché le cose si mettono male, quando tutta Catania si è resa conto che è il “Bianco-pensiero” che sta alla base dell’azione amministrativa del Comune e non certamente nei dirigenti “di turno”: è come se per l’abbattimento del cavalcavia del Tondo Gioeni a qualcuno passasse in mente domani dimettere sotto accusa il dirigente addetto all’assessorato ai lavori pubblici, quando anche i bambini sanno che si è trattato di una “scelta” di Enzo Bianco e della sua giunta.

D’altra parte, il tentativo di colpire i dirigenti refrattari al “Signorsì” è partito da lontano, con la messa in stato di accusa del dirigente del settore ecologia Lidestri, che era andata in rotta di collisione con l’assessore D’Agata, per un appalto di manutenzione che comunque da oltre tre anni il Comune da allora non è stato ancora capace di appaltare (utilizzando proroghe su proroghe con buona pace di tutti);

ma la cosa singolare è quella che le accuse mosse alla Lidestri in sede penale sembrano ad oggi “liquefarsi”, con il rischio di vedere la soccombenza dell’amministrazione comunale con conseguenti risarcimenti economici e professionali per l’interessata.

 


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