Cronache del Regime catanese: il ruggito del coniglio. Bianco “diserta” il consiglio straordinario sul dissesto


Pubblicato il 12 Novembre 2018

Come in un film di Nanni Moretti. Al momento del dunque l’uomo di sinistra non c’è. Semplicemente è altrove. Impegnato in cose serie. Mica bazzecole.

Domani sera, ore 18,30, seduta di consiglio comunale straordinaria: la città si guarderà in faccia, guarderà i suoi rappresentanti e dovrà sentirsi dire che è fallita. Ma lui, l’ uomo della “Catania migliore”, non ci sarà. Il consigliere Enzo Bianco non ci sarà: “domani non ci sarò, ho un importante appuntamento come presidente del consiglio nazionale dell’Anci con il ministro dell’Ambiente”, ha dichiarato lapidario a Telecor.

Veramente? Non ce l’aspettavamo. Non ce l’aspettavamo davvero. Bianco “diserta”? Giammai. Semplicemente non ci sarà. Non ci sarà a sentire com’è fallita Catania. La sua amministrazione è stata protagonista: gli ultimi cinque anni di governo della città? La Corte dei Conti ha parlato e scritto chiaro, ma proprio chiaro:

in conclusione, l’esito di questa attività di controllo, che comunque si ricollega a quelli delle precedenti verifiche sul piano di riequilibrio svolte in riferimento agli esercizi 2014 e 2015, consente una rappresentazione della situazione economico-finanziaria contraddistinta dalla sussistenza di gravi e rilevanti irregolarità contabili registrate nel corso degli ultimi esercizi finanziari, oltre che dalla sussistenza di un considerevole ammontare di passività, in gran parte sottostimate al momento dell’approvazione del piano che, in ogni caso, alla data odierna, appaiono tali da non consentire l’attuazione del programmato risanamento e che, viceversa, evidenziano un preoccupante definitivo consolidamento e, per talune di esse, addirittura un sostanziale aggravamento.
Ciò premesso, risulta indifferibile, nell’interesse generale, prevedere il risanamento dell’ente nelle forme disciplinate dall’articolo 244 del Tuel in quanto l’anzidetto esito appare indilazionabile e necessitato”( delibera corte dei Conti Sicilia sez. controllo 153/2018 del 4 maggio 2018 depositata in segreteria della Corte il 23 luglio 2018 ).

Invece, gli ultimi giorni sono stati caratterizzati dall’ossessiva presenza mediatica dell’ex sindaco e di quel che resta della sua “truppa”: siamo arrivati dal messaggio su facebook, una sorta di “orazione laica” domenicale. Per dire alla fine che la colpa è degli altri. Questo è il livello politico, culturale e morale del centrosinistra catanese. Lo è da molto tempo.

Mentre dall’altra parte, dal centrodestra (che per inciso di responsabilità ne ha pure, nel finto “gioco della contrapposizione”) quanti hanno risposto? L’ha fatto il “fascista gentiluomo” quel Raffaele Stancanelli che ha spiegato bene a “Cataniatoday” (intervista di Mattia Gangi): “sul dissesto Bianco o mente o non sa leggere”.http://www.cataniatoday.it/politica/stancanelli-rompe-il-silenzio-sul-dissesto-bianco-o-mente-o-non-sa-leggere-12-novembre-2018.html

Il “fascista gentiluomo”, fra l’altro, ha detto:
“quando io mi sono insediato ho trovato una situazione debitoria di 1 miliardo e 54 milioni ed ho lasciato a circa meno 300 milioni. Parliamo di numeri che ho consegnato al mio successore Enzo Bianco. Per quanto riguarda i mutui da rimborso, la situazione che ho trovato era quella di un debito di 549 milioni e 700 mila, più del 50% del totale complessivo. Questi mutui erano stati contratti per lo più sotto l’amministrazione Bianco, prima che lui andasse via per fare il ministro nel 1999. Dal 1993 al 2000, infatti, sono stati accumulati  360 milioni di euro, di cui 92 soltanto per i disavanzi dell’Amt, mentre gli altri per coprire i disavanzi di amministrazione dal 1993 al 1999. Atti legittimi, per carità, ma non sempre morali”.

Ecco, domani sera ci saranno tutti o quasi: lui il podestà e quelli come lui no. Perchè, per fortuna, non siamo tutti uguali.

 


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