CRONACHE DEL REGIME CATANESE: LA “LEZIONE DI GESUITISMO” DI PADRE SALVATORE RESCA. CHE SU BIANCO…


Pubblicato il 24 Agosto 2016

DI IENA ANTIBLUFF MARCO BENANTI (vignetta di Vincenzo Baiamonte)

“Cittàinsieme sempre critica con chi governa”, Resca: “preoccupati perché a Catania non c’è una vera opposizione costruttiva”.

Su “La Sicilia” di oggi 24 agosto 2016 abbiamo letto, con attenzione, le dichiarazioni di padre Salvatore Resca,  che nella vita oltre al prof. di filosofia è anche il leader di “Cittàinsieme”, movimento di società civile. Dobbiamo dirlo con vera ammirazione: una serie di frasi da “autentico fuoriclasse”…dell’ “equilibrismo politico”, insomma… un piede qua un piede là e tutti sono contenti. 

E già, perché la giunta Bianco è stata criticata anche da “Cittàinsieme”. Addirittura da “Cittàinsieme”. Che sostiene Bianco da decenni.

E cosa fa padre Resca, prof. di filosofia. Tira fuori dal suo bagaglio culturale una memorabile “lezione di gesuitismo” . Secondo lui il sostegno a Bianco sarebbe un “equivoco”.  Cittàinsieme sarebbe quindi un movimento che critica le amministrazioni comunali senza guardare in faccia al colore politico. Proprio così.

Ha appoggiato o no Bianco Cittàinsieme? Certo “ma sempre nell’ottica di liberare la città dalle forze che ne impedivano il progresso”. Proprio così. E si torna agli anni Ottanta, alla prima esperienza Bianco. 100.000 firme a suo sostegno raccolse Cittàinsieme quando terminò traumaticamente la sua prima stagione di governo.  Quando arrivarono le elezioni del 1993, la “rottura” da parte di Claudio Fava portò al naufragio politico del progetto del “Patto per Catania”. E’ allora –nella ricostruzione di Resca- che nasce la convinzione “errata” dell’appoggio incondizionato di Cittàinsieme a Bianco. Su quel periodo Resca annuncia anche un suo libro.

Ma il meglio deve venire. E, infatti,  si arriva ai nostri giorni, all’amministrazione Bianco attuale, tenuta in piedi –lo scriviamo da tempo, spesso in solitudine- da pezzi sempre più consistenti di centrodestra ribaltonista. 

E cosa dice Resca? “La nostra preoccupazione è che a Catania non c’è una vera opposizione costruttiva”.  Proprio così, “opposizione costruttiva”. Sante parole! L’opposizione a Catania –tranne rare eccezioni, con personalità dignitose come Matteo Iannitti a sinistra e Manlio Messina a destra- è ridotta ad una comparsa, misera rappresentazione -senza sostanza- di teatranti che cercano di coprire la consociazione dominante. La realtà di Catania di oggi è esattamente quella che descriveva il Presidente Giambattista Scidà. L’amministrazione Bianco è assolutamente inadeguata, lo dicono ormai anche gli amici -di un tempo- del podestà!

Certo, Resca ricorda che “…i mali di Catania sfuggono a questa Giunta”. Sante parole!

Questo, però, lo dovrebbe ricordare a quel professore di filosofia, fondatore e leader di un movimento civico -che non guarda in faccia a nessuno, dicono- che, nell’aprile 2013, in piena campagna elettorale, dichiarò a “Blogsicilia” sulla candidatura di Enzo Bianco “… ha una grande esperienza amministrativa.Con lui inaugurammo le primarie nel ’93 quando il centrosinistra si spaccò con Claudio Fava che ci abbandonò. Enzo Bianco è uno che ha una storia a Catania, è uomo capace e concreto e ha buone probabilità di vincere. Gli auguro di poter ‘sfondare’…”

http://catania.blogsicilia.it/padre-resca-sindaci-senza-risorse-e-come-combattere-guerra-senza-armi/179460/.

Ma chi era? Era lui, padre Salvatore Resca. Una “lezione di gesuitismo” da manuale.


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