Cronache tragiche rossazzurre, Legambiente su ecosistema urbano 2016: Catania sempre nei bassifondi della classifica nazionale


Pubblicato il 14 Novembre 2016

ecco il comunicato dall’associazione ambientalista:

ecosistema Urbano 2016

XXIII Rapporto sulla qualità ambientale dei comuni capoluogo di provincia

Presentata oggi la ricerca di Legambiente realizzata in col­laborazione con l’Istituto di ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore

Catania sempre nei bassifondi della classifica nazionale

È stato presentato oggi Ecosistema Urbano 2016, il XXIII Rapporto sulla qualità ambientale dei comuni capoluogo di provincia realizzato in col­laborazione con l’Istituto di ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore.

La città di Catania, purtroppo, continua a stazionare nei bassifondi della classifica nazionale con pochi progressi rispetto alle precedenti rilevazioni.

Nella classifica nazionale Catania si colloca al 97° posto (su 104 capoluoghi di provincia) e alcuni parametri considerati destano particolare preoccupazione sulla gestione della città.

In particolare per la capacità di depurazione (% popolazione residente servita da rete fognaria) Catania si colloca all’ultimo posto con poco metà della popolazione servita [56%] da depurazione. Appare evidente come la mancata depurazione si trasformi in un inquinamento delle acque marine costiere.

Per quanto riguarda le perdite di acqua dalla rete acquedottistica si registra un 33,4%.

Gravissima appare la situazione dei rifiuti: Catania è una città delle città che produce più rifiuti in Italia (680 kg/ab./anno) e ha una delle percentuali più basse di raccolta differenziata (10,9%).

In merito al trasporto pubblico a Catania non si raggiungono ancora i 50 viaggi/ab annui e si registra un preoccupante progressivo decremento dai 70 del 2011 ai 44 del 2015.

Conseguentemente è molto elevata (60%) la percentuale di spostamenti privati motorizzati [auto e moto] e il tasso di motorizzazione (68 auto ogni 100 abitanti).

L’incidentalità stradale [numero vittime – morti+feriti – ogni 1.000 abitanti] è, invece, tra le più basse in Italia: 1,03.

Le isole pedonali continuano ad essere scarse: 0,16 m2/ab. Similmente, anche le piste ciclabili risultano poco significative (meno di 12 km).

Discreto risultato per le aree verdi totali grazie alla presenza della riserva naturale Oasi del Simeto che innalza in maniera significativa la superficie a verde, mentre per le alberature si registrano solo 5 alberi ogni 100 abitanti, nonostante le leggi che imporrebbero la piantumazione di nuovi alberi.

Legambiente Catania evidenzia che gli indicatori oggettivi utilizzati dalla ricerca non appaiono in grado di descrivere integralmente la situazione ambientale della città. L’analisi oggettiva, infatti, non tiene conto di valutazioni che, probabilmente, accentuerebbero il divario tra Catania e altre città italiane quali, ad esempio, lo stato di pulizia delle strade o la presenza di discariche abusive nel territorio, l’effettiva tutela delle aree di verde pubblico o il mancato rispetto delle zone a traffico limitato e delle aree pedonali.

Il Presidente (Renato De Pietro).


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