Diritto e soprattutto…”Rovescio”: i “rompicoglioni” Radicali in visita al carcere di piazza Lanza


Pubblicato il 01 Gennaio 2015

ecco il comunicato stampa:

“mercoledì 31 dicembre 2014, nell’ambito del “Satyagraha di Natale con Marco Pannella”, una delegazione composta da Luigi Recupero (segretario dell’associazione Radicali Catania e membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani), Gianmarco Ciccarelli (Comitato nazionale di Radicali Italiani), Patrizia Magnasco (direzione Radicali Catania) e Vito Pirrone (presidente dell’Associazione nazionale forense di Catania) ha effettuato una visita presso la casa circondariale di Catania Piazza Lanza.

La delegazione è stata accompagnata nella visita dalla vicedirettrice dott.ssa Gruttadauria e dal comandante di polizia penitenziaria Tramontana.

I detenuti attualmente presenti nel carcere di piazza Lanza sono 361 (di cui 342 uomini e 19 donne); come risulta dal sito del ministero della Giustizia, erano 341 alla data del 31 luglio 2014. La capienza regolamentare effettiva dichiarata dal ministero della Giustizia è di 238 posti: questo dato appare leggermente superiore alla reale capienza regolamentare effettiva del penitenziario catanese.
Rispetto ad alcuni anni fa, quando sono state toccate punte di 600 detenuti, il tasso di affollamento nel carcere di piazza Lanza è notevolmente diminuito.
Tuttavia permane una situazione di sovraffollamento: nelle celle dei reparti maschili “Amenano” e “Simeto”, di circa 20 mq, sono ospitati cinque, sei e in alcuni casi sette detenuti, con uno spazio quasi sempre inferiore ai tre metri quadrati calpestabili per ciascun detenuto.
In alcune sezioni è stato introdotto il regime delle “camere aperte”, con possibilità per i detenuti di uscire dalle camere di pernottamento dalle ore 9 alle ore 17.
Il reparto “Nicito” (isolamento) è stato recentemente interessato da una profonda ristrutturazione e oggi si presenta conforme alla normativa vigente; in questo reparto al momento della visita non era presente alcun detenuto.
Con riferimento alla posizione giuridica, sono presenti 241 imputati in attesa di primo giudizio, 74 appellanti, 11 ricorrenti in Cassazione e 35 condannati in via definitiva.
Circa un terzo della popolazione detenuta è composta da stranieri; si segnala, a tal proposito, l’assenza all’interno della struttura dei mediatori linguistici.
Accanto al sovraffollamento persiste una carenza di agenti di polizia penitenziaria: la pianta organica prevede 440 unità, gli agenti assegnati sono 334 e quelli effettivamente in servizio sono 253; i turni di servizio degli agenti sono della durata di otto ore e si articolano su tre quadranti orari nelle ventiquattrore, sebbene l’accordo quadro preveda turni di sei ore articolati su quattro quadranti orari.
L’assistenza psicologica risulta inadeguata: soltanto 36 ore mensili per l’attività di “osservazione e trattamento”, mentre il presidio “nuovi giunti” può contare su una copertura mensile di 155 ore.
Una delle criticità segnalate dalla vicedirettrice è legata alla circostanza che l’assistenza sanitaria dipende ancora dal ministero della Giustizia, poiché la Regione Siciliana non ha ancora effettuato il trasferimento in capo alle ASL.
Un’altra grave criticità è rappresentata dalla carenza di attività trattamentali e dalla carenza di risorse destinate a tali attività. I detenuti che lavorano sono meno del 20% della popolazione detenuta, e soltanto le donne hanno la possibilità di lavorare con cooperative interne (pasticceria e lavorazione del feltro), mentre gli uomini possono effettuare lavori non professionalizzanti (scopino, portavitto etc.) alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria.
Il reparto femminile “Etna” si presenta in condizioni fatiscenti e nelle finestre delle celle, oltre alle sbarre, sono applicate reti a maglia stretta. Il personale riferisce che è quasi pronta la nuova sezione femminile appena ristrutturata e che nelle prossime settimane sarà avviato il trasloco.
Gli ambienti detentivi del carcere di piazza Lanza sono privi di riscaldamento.”

 


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