Giornalismo: finalmente -e stragiustamente- legge Bacchelli per Riccardo Orioles! E l’on. Fava elogia: lui che assistette alla sua “cacciata”


Pubblicato il 21 Marzo 2017

Bacheca facebook on. Claudio Fava:

“Riccardo Orioles ha ottenuto i benefici della legge Bacchelli. Oggi, 21 marzo, giornata della memoria: che per una volta non è solo esercizio della memoria ma si fa cronaca e storia.
Per la prima volta una vita spesa per scrivere sulle mafie e sui suoi innominabili amici è considerata titolo di merito civile, non di solitario accanimento.
Con Riccardo, quel merito lo assume una generazione di giornalisti e di cittadini che in questi 35 anni hanno avuto il coraggio di schierarsi, di resistere, di non arretrare mai. Con lui oggi ci sono “I Siciliani”. E c’è anche il segno di Giuseppe Fava che quel giornale volle e che non fu mai solo un giornale. Un pensiero – mi sia concesso – va anche a chi, durante questi anni, ha inutilmente cercato di soffocare quella storia fingendo che non fosse mai esistita. Le ragioni dell’indecenza hanno sempre il fiato sporco e corto.”

 

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ecco la nostra memoria storica

http://www.ienesiciliane.it/articolo.php?aid=8036

 

GIORNALISMO, PETIZIONE PER RICCARDO ORIOLES: QUANDO LO STESSO FU CACCIATO DA “I SICILIANI” E L’ON. FAVA ASSISTETTE ALLA “CACCIATA”

 

AH LA MEMORIA

COMMOVENTI PAROLE DEL VICEPRESIDENTE DELL’ANTIMAFIA NAZIONALE. MA VENTI ANNI FA CIRCA…

di iena memoria d’elefante marco benanti

Mentre la petizione per elargire i benefici della legge Bacchelli a Riccardo Orioles raggiunge le 30.000 firme, dall’alto dell’Antimafia arrivano le parole dell’on. Claudio Fava, vicepresidente della commissiione nazionale antimafia. Eccole:

“ci sono tre buone ragioni per essere felici se verranno concessi i benefici della legge Bacchelli a Riccardo Orioles.

Saremo felici noi, amici di Riccardo da 37 anni, perché l’amicizia si nutre della vita. Anche della vita passata, andata via. La vita che incanutisce, che piega e non spezza, che si porta dietro uno ad uno i giorni trascorsi e poi te li mostra tutti insieme, allineati come soldatini di piombo, con gli sbreghi della salute, i dolori del corpo, le solitudini dell’anima, i colori sbiaditi, la voce raggrinzita. Accade a tutti. È accaduto anche a noi.
Saremo felici noi, figli di Giuseppe Fava che questo mestiere di scrivere ce l’insegnò come l’artigiano, chiodi, viti, olio di gomito, sguardo dritto, parole ferme, lucidate come pietre a segnare la via. Di quella scuola Riccardo è stato l’apprendista più onesto e più tenace. Le lezioni di mestiere e di vita del Direttore se le porta cucite addosso: le ha indossate trentasette anni fa e non le ha più smesse.
Saremo felici noi italiani. Felici perché la concessione della legge Bacchelli a Riccardo riconosce che scrivere il vero sulle mafie è opera meritoria, alta, civile, necessaria alla dignità del Paese. E che un intellettuale schierato sulla linea di trincea di quella scrittura libera e intransigente non ha meno meriti, per noi tutti, di un poeta, di uno scrittore, di un pittore.”

Veramente commoventi! Commoventi perché arrivano da chi, una ventina d’anni fa, assistette (o vi contribuì?) allo “sfratto” dalla sede de “I Siciliani” proprio di Riccardo Orioles. Proprio così: una “cacciata” bella e buona. Una “disposizione” dall’alto. 

Con tanto di arrivo sul selciato delle strade e delle panchine proprio di Riccardo Orioles.

Ora, in attesa degli eventuali insulti e delle possibili “riprovazioni morali” che probabilmente ci arriveranno per avere ricordato quanto accaduto (esistono i testimoni di quanto abbiamo raccontato, chi non si girò dall’altra parte e aiutò Riccardo), non ci resta, come fanno quelli della “sinistra civile” di rammentare che la “memoria va coltivata”. Anche per i “buoni”. E gli ipocriti.


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