Giudiziaria, Catania, proscioglimento Ciancio: ecco le motivazioni. E sul concorso esterno clamorosa scoperta: non è un reato codificato!


Pubblicato il 16 Febbraio 2016

fonte: ansa

Sul “profilo teorico la distinzione è chiara”, sotto quello “pratico la differenza può essere problematica”, creando una “difficoltà di concreta applicazione di tale figura”. Lo scrive sul concorso esterno all’associazione mafiosa il Gip di Catania, Gaetana Bernabò Distefano, nelle motivazioni con cui ha disposto il “non luogo a procedere” perché “il fatto non è previsto dalla legge come reato” dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo.
Secondo il Gip la “creazione di una fattispecie di reato non può che essere demandata al legislatore che deve farsi carico di stabilire i confini di tale figure, secondo precisi criteri di ermeneutica giuridica” e non “lasciare all’interprete il compito di definire qualcosa che, allo stato, non è definibile”.

Anzi, per il Gip di Catania, “la creazione del cosiddetto concorso esterno appare, purtroppo, una figura che si potrebbe definire quasi idealizzata nell’ambito di un illecito penale così grave per la collettività”.

“Con ciò – scrive il Gip nelle 170 pagine delle motivazioni – non vuole dirsi che la zona grigia dei cosiddetti colletti bianchi sia una zona neutra, non passibile di controllo giurisdizionale. Si può affermare che il fenomeno è più delicato di quanto non si pensi, ed inoltre ha avuto un’evoluzione, in negativo, che negli anni Ottanta non si poteva neppure prevedere. In sostanza – osserva il Giudice – l’intuizione di Giovanni Falcone e la conseguente creazione di una fattispecie di reato che potesse coprire la zona grigia della collusione con la mafia oggi non può che essere demandata al legislatore, il quale deve farsi carico di stabilire i confini di tali figure di reato, secondo precisi criteri di ermeneutica giuridica.

Una volta individuata legislativamente tale fattispecie – osserva il Gip – sarà allora compito dell’interprete capire se il comportamento del singolo individuo vada ricompreso nella figura dell’associato mafioso o meno”. Per il Gip il problema non è da poco. “Soprattutto perché – spiega – lascia all’interprete il compito di definire qualcosa che, allo stato, non è definibile”. Secondo il Giudice la mancata certezza nella definizione del concorso esterno, che in astratto al momento potrebbe portare a contestare con maggiore chiarezza giuridica l’appartenenza a un clan, “non consente di sostenere l’accusa davanti al Tribunale”, proprio per la “difficoltà di ipotizzare il cosiddetto delitto di concorso esterno in associazione mafiosa”.

“In ultima analisi – scrive ancora il Gip – i singoli elementi indiziari non sono idonei a supportare l’accusa nel successivo giudizio per idoneità, carenza o contraddittorietà degli stessi”. Per questo il Giudice dichiara “il non luogo a procedere” nei confronti di Mario Ciancio Sanfilippo, perché “il fatto non è previsto dalla legge come reato”.(ANSA).


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

1 min

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alle domande del pubblico  – a Taormina – sulla vicenda dell’aeroporto di Catania, si è detto favorevole alla privatizzazione di tutti e quattro gli scali siciliani, non solo quello catanese e comisano. “Io credo che la strada sia questa: mi auguro che la Sicilia […]

1 min

di iena Marco Benanti Con preghiera di diffusione ad Anthony Barbagallo e a chiunque voglia interrompere questo monopolio della comunicazione.La risposta di esponenti del centrodestra e di chi amministra l’aeroporto alla crisi aeroportuale sembra costruita su una linea molto precisa: rivendicare quanto fatto e attribuire alle compagnie aeree la responsabilità delle conseguenze.È una scelta comunicativamente efficace, […]

2 min

comunicato stampa sindacale “Ci avviamo verso un autunno particolarmente delicato. Tante vertenze, tanti problemi da affrontare per la città di Catania. Pure l’Etna mette a dura prova le già fragili infrastrutture”, dichiara Giovanni Musumeci, segretario territoriale della UGL di Catania. “Pensiamo alla vertenza Pfizer, una delle nostre maggiori preoccupazioni. Non è in gioco soltanto il […]