Giudiziaria, Catania: sequestro antimafia di circa 17 milioni di euro a Ciancio Sanfilippo Mario


Pubblicato il 18 Giugno 2015

dalla Procura della Repubblica:

“In data 16.06.2015 il Tribunale di Prevenzione di Catania, in accoglimento della richiesta presentata dalla Procura Distrettuale della Repubblica, ha disposto il sequestro di ingenti somme di denaro riconducibili all’editore catanese CIANCIO SANFILIPPO Mario.

Sono stati sottoposti a sequestro antimafia un rapporto bancario intrattenuto da Ciancio, per il tramite di una società fiduciaria del Lichtenstein, in un istituto di credito con sede in Svizzera in cui sono depositati titoli e azioni per un valore, stimato allo stato, di circa 12 milioni di euro  e, inoltre, è stata sequestrata la somma in contanti di circa 5 milioni di euro depositata presso una filiale di una banca etnea.

Il sequestro è stato eseguito in data 17.06.2015 dai Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) Sezione Anticrimine di Catania, a cui erano state delegate le indagini penali e patrimoniali.

Come è noto la Procura di Catania ha esercitato l’azione penale nei confronti di Ciancio Sanfilippo Mario per avere lo stesso, da numerosi anni, apportato un contributo causale a cosa nostra catanese e, per tale motivo, proprio in data 19.06.2015 si terrà la prima udienza preliminare al fine di stabilire se l’imputato dovrà o meno essere sottoposto ad un processo.

In tale contesto la Procura di Catania, oltre a raccogliere e riscontrare le dichiarazioni di collaboratori di giustizia ed a ricostruire complessi affari promossi dal Ciancio nei quali aveva interesse la mafia, ha delegato indagini patrimoniali che si sono spinte a ricercare anche dei fondi detenuti illegittimamente all’estero dal Ciancio. Si sono, così, individuati, tra gli altri, depositi bancari in Svizzera, alcuni dei quali schermati tramite delle fiduciarie di paesi appartenenti ai cosiddetti paradisi fiscali; gli accertamenti sono stati agevolati dalla cooperazione prestata, tramite rogatoria e in adesione ai trattati internazionali, della Procura Svizzera di Lugano, la quale ha acquisito dagli istituti bancari documentazione bancaria rilevante.

Altre approfondite indagini sono state delegate al Nucleo di Polizia Tributaria di Catania che ha acquisito le movimentazioni bancarie e altre informazioni sulle quali il consulente del Pubblico Ministero, la società multinazionale Price Water House Coopers S.p.A. (PWC), specializzata in revisioni in bilancio, sta ricostruendo il patrimonio del Ciancio negli anni.

La richiesta di sequestro urgente è stata presentata dalla Procura Distrettuale della Repubblica nel momento in cui è venuta a conoscenza del fatto che Ciancio Sanfilippo Mario aveva dato l’ordine di monetizzare i propri titoli detenuti in Svizzera e di trasferire il ricavato in istituti di credito italiani.

Nella richiesta di sequestro sono stati ricostruiti numerosi affari del Ciancio che risultano infiltrati da Cosa nostra catanese sin dall’epoca in cui l’economia catanese era sostanzialmente imperniata sulle attività delle imprese dei cosiddetti cavalieri del lavoro, tra i quali Graci e Costanzo.

Le indagini hanno consentito di accertare l’esistenza di una sperequazione non giustificata tra le somme di denaro detenute in Svizzera ed i redditi dichiarati ai fini delle imposte sui redditi in un arco temporale assai ampio.”


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