GIUDIZIARIA, GUARDIA DI FINANZA, CATANIA: SOCIETÀ OPERANTE NEL SETTORE DELLE PULIZIE EVADE IL FISCO PER CIRCA € 800.000, SEQUESTRATI BENI


Pubblicato il 13 Dicembre 2014

comunicato dal comando provinciale:

 

“I finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un sequestro preventivo di beni, per un valore complessivo di circa € 380.000, nei confronti del titolare di una società operante nel settore delle pulizie, che aveva occultato ricavi per € 800.000.

La società era stata sottoposta a una verifica fiscale nello scorso mese di luglio nell’ambito delle ordinarie attività a tutela delle entrate condotte dai militari della Tenenza di Acireale. Nel corso delle attività ispettive era emerso che la stessa aveva operato “dimenticandosi” di presentare le dichiarazioni dei redditi. Con tale modus operandi, l’amministratore aveva sottratto al fisco circa € 800.000 di ricavi, relativamente all’ anno d’imposta 2012, così evitando il pagamento di imposte per circa € 380.000.

La ricostruzione del volume d’affari realizzato dalla società è stata possibile grazie all’esecuzione di una serie di controlli incrociati, grazie ai quali è stata rinvenuta tutta la documentazione contabile attestante i rapporti commerciali intrattenuti dalla stessa. Attraverso l’analisi del carteggio acquisito, nonché lo sviluppo delle informazioni reperite tramite le banche dati in uso al Corpo della Guardia di Finanza, si è riusciti a determinare il profitto realizzato negli anni oggetto di controllo e nascosto al fisco.

Il titolare dell’impresa è stato deferito alla Procura della Repubblica di Catania per il reato di omessa dichiarazione e omesso versamento di IVA, avendo superato le soglie di punibilità (ossia imposte evase per singolo anno superiori a € 50.000). L’A.G. etnea, quindi, su proposta della stessa Guardia di Finanza acese, ha emesso un decreto di sequestro preventivo di beni a garanzia dei crediti vantati dall’Erario nei confronti dell’amministratore della società.

Le Fiamme Gialle, svolti gli opportuni accertamenti al fine di individuare il patrimonio mobiliare e immobiliare riconducibile all’indagato, hanno così sottoposto a sequestro € 30.000 depositati su conti correnti, 1 immobile e quote societarie fino a concorrenza dell’imposta evasa.”


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