Giustizia che…”accupa”; la Fp Cgil scrive ai vertici della magistratura catanese sui principali uffici: “gravi malesseri a causa del caldo”


Pubblicato il 11 Luglio 2016

dalla Fp Cgil:

Uffici Corte d’appello, Procura e Tribunale via Crispi senza climatizzatore

“In inverno lavoratori con sciarpa e cappotto, adesso gravi malesseri a causa del caldo”

Lettera a Zuccaro, Meliadò e Di Marco

Senza riscaldamento in inverno e adesso senza aria condizionata, anche nelle giornate più torride. È la Fp Cgil di Catania a segnalare il mancato funzionamento dell’impianto centralizzato dei climatizzatori degli Uffici ubicati al terzo piano della Corte di Appello, ed in particolare per quelli  degli Uffici della Procura della Repubblica e del Tribunale di Via Crispi.

In una lettera firmata dal segretario generale della Fp, Gaetano Agliozzo e dalla responsabile provinciale del Dipartimento Giustizia per la Fp Cgil, Giovanna Marù,  e indirizzata al presidente della Corte d’Appello, Meliadò,  al Procuratore Zuccaro e al presidente del Tribunale, Di Marco si legge: ” già nel mese di gennaio 2016,avevamo segnalato le condizioni impossibili cui era costretto a lavorare il personale giudiziario a causa del mancato funzionamento dell’impianto di riscaldamento. Ed infatti, i lavoratori erano costretti a lavorare con sciarpa e cappotti. Ora il problema è opposto: le temperature troppo alte creano malessere psico-fisico ed impediscono ai lavoratori, ma anche a magistrati ed avvocati, di svolgere la loro ordinaria attività lavorativa. 

Sono trascorsi quasi sei mesi dalle vostre rassicurazioni, ma, nonostante i solleciti, a tutt’oggi  il problema non è stato ancora risolto”. La Fp Cgil, chiede in particolare che i tre vertici catanesi “intervengano con urgenza presso il Ministero della Giustizia e presso tutti gli organi competenti, compresa l’Azienda Sanitaria Locale e il settore Igiene Sanità Pubblica per l’assistenza sanitaria collettiva in ambienti di vita e di lavoro,  quest’ultima per verificare i rischi per la salute dei lavoratori e le condizioni di lavoro in una struttura di cemento armato con insufficiente aereazione ed illuminazione e per risolvere definitivamente questa incresciosa problematica“.  

 


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