Il chiostro ben bruciato…cose di Catania, fra memoria e futuro


Pubblicato il 07 Gennaio 2012

di Iena Politicamente Scorretta

Lo scorso 15 luglio, al giardino Bellini di Catania, in occasione della premiazione del premio ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Catania nella sua presentazione il presidente Andrea Vecchio (nella foto a destra) si dichiarò pubblicamente contento che quella “bruttura” di chiostro cinese del giardino Bellini fosse andata bruciata.

A parte capire chi ha concesso lo “stupro” del giardino Bellini, la cui scalinata di accesso da via Etnea è stata per giorni chiusa, ostruita e coperta, dall’enorme palco del premio Ance. E se almeno il Comune di Catania ci abbia guadagnato dalla concessione in uso di tale area, oppure sia stato un obolo pagato ad Andrea Vecchio ed all’Ance. Si rimane di stucco nel sentire le parole del Vecchio, definire un obbrobrio meritevole di esser bruciato, un artefatto storico non solo è evidente segno di ignoranza, ma anche di poco rispetto delle tradizioni culturali.

Ma c’è di più, anzi di peggio. Proprio in quell’occasione il Vecchio (noto peraltro per le sue incursioni da vetrina in vari convegni nazionali o trasmissioni televisive…perfino Santoro lo azzittì in diretta) lanciò il concorso di idee Ance per “la progettazione di un’opera laddove sorgeva il Chiosco cinese”, a parte che reputo qualche storico/letterato abbia da eccepire sulla differenza tra Chiostro e Chiosco…il tema ha da far preoccupare: “Abbiamo noi, ha questa città il coraggio di pensare alto?

Dobbiamo per forza mummificare tutto il nostro passato, anche se di qualità scadente? Sappiamo pensare a soluzioni diverse, ardite? Soluzioni che nel resto d’Europa sono normali? Soluzioni diverse dal Bar o dalla Biblioteca? Questo è l’appello che intendiamo rivolgere alle migliori energie di questa terra!” Vi immaginate che tipo di “soluzione diversa ed ardita” potrebbe apparire su una delle colline del giardino Bellino?

Brrr conoscendo cosa in architettura si reputa diverso ed ardito…temo veramente qualcosa che possa snaturare quell’angolo di paradiso, facendo a pugni con il contesto. Possiamo poi esser d’accordo sul non farci un bar…ma togliere le speranze di una biblioteca, magari da fruire all’aperto in estate? O forse per il geometra Vecchio la cultura è cosa poco importante? Purtroppo abbiamo visto troppo esempi di edilizia ignorante della cultura.

Che però l’Ance faccia il suo concorso di idee potrebbe anche interessare poco, alla fine ognuno è libero di esercitare a modo suo la creatività. Quello che ci lascia perplessi è che il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, ha accolto benevolmente l’idea, prendendola in seria considerazione. Allora qui c’è veramente da star preoccupati. Vedremo un bel fallo a vetri, moderno ed ardito, sul giardino Bellini?


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