Immigrazione e santi eventi: anche nel Natale del 1939 si festeggiava, con le leggi razziali. Ed oggi?


Pubblicato il 23 Dicembre 2013

di Domenico Stimolo

Faccio scempio di similitudine? Ciascuno giudichi. Certo nel 1939 in Italia non c’erano ancora campi di richiusura o lager, diventati poi, in loco o in smistamento, luoghi di assassinio di massa. Negli anni dopo.

Erano in atto le leggi razziali. Con tutte le infame discriminazioni, ben note ai posteri, nei riguardi dei cittadini residenti in Italia di religione ebraica. Banditi di fatto dall’appartenenza sociale, additati al pubblico disprezzo.C’era la dittatura. Al bando tutti. Chi osava dissentire al “verbo” imperiale della “razza eletta” spettava il bando, la galera, l’uccisione.

Oggi è democrazia e libertà, duramente riconquistate. I martiri, uomini e donne, sepolti in tanti luoghi, fanno diretta testimonianza.

Eppure, di fronte agli umani che richiedono pace, giustizia, solidarietà e libertà, nulla si muove.A decine di migliaia, nell’oggi italico suolo, sono rinchiusi. ” Ospiti”, si afferma, ipocritamente, nelle dizioni ufficiali.Le sigle in uso nei siti di reclusione sono tante, in funzione dei discernimenti ” tecnici” adottati in virtù delle novelle leggi.Chi, di umani, sopravviene, in sbarchi o altre maniere, non ha diritto di accogliente cittadinanza.Novelli “Enei”. Sono “timbrati”, schedati e rinchiusi…..dietro sbarre più o meno flessibili-.Le ragioni non contano, sono etichettati ” invasori” del suol patrio, e tal guisa trattati.

Sono migliaia, molte decine di migliaia ( a parte i tanti affogati nel Mediterraneo……pace all’anima loro, dicono tutti i “benpensanti”) che disperatamente ricercano il timbro idoneo a vivere.

Gli altri ancora, nativi “clandestini” nella bella Italia, a centinaia di migliaia, di fatto non esistono nell’albo del nuovo professato ” dio, patria e famiglia”.

Clandestino, è il nuovo motto in uso nella lotta contro gli altri, giusto per fare nuova festa al nazionalismo sempre incombente.

Quello nei secoli imperante, che nella vecchia foggia sacrificò sull’altare delle patrie europee oltre cento milioni di persone tra le due grandi guerre.

Oggi tutto è più “umano”. La guerra la si fa solo contro gli “esterni”. I derelitti, non appartenenti alla “razza europea”, che cercano pace e libertà, possono, tranquillamente stare dietro le sbarre, innaffiati ignudi, o sperimentarsi nell’arte del “cucito”….. in bocca.In Italia, con il reato di “diritto alla vita”, altrimenti detto di clandestinità, tutto è ancor più peggio.Se li acchiappano fuggenti li riportano negli afflati della guerra.Sì, Buon Natale, a noi, che possediamo il “timbro dell’appartenenza”.Già, come avvenuto nel 1939, per i nostri papà e mamme, nonni e nonne, e quant’altro ancora.L’assuefazione è più forte dello sdegno e della lotta.Buona notte Italia ed Europa, tempo molto tristi ci aspettano.     


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