ll segretario della Fiom Sicilia: “Qui a Termini Imerese votiamo Conte, gli operai scelgono chi si occupa di loro”


Fosse l’intervista ad un sindacalista qualunque, il fatto scivolerebbe via come l’olio, senza produrre effetti. Ma l’intervista, Repubblica, stamattina, l’ha fatta a Roberto Mastrosimone, segretario della Fiom Sicilia, un “pezzo” di storia del sindacato siciliano, un lunghissimo curriculum rosso-operaio, il leader della vertenza Fiat di Termini Imerese, la più significativa degli ultimi decenni in Sicilia.

Intervistato da Claudio Reale, in un reportage dal titolo indicativo, “Termini Imerese. Gli operai voltano le spalle al Pd e virano sui 5S”, Mastrosimone descrive il “sentimento” che anima i lavoratori ex Fiat di Termini Imerese, in vista delle imminenti elezioni: “Io voto Giuseppe Conte”, dice il sindacalista senza girarci troppo attorno, “i lavoratori scelgono chi si occupa di loro. In passato il centrosinistra ci è stato vicino, ora chi non si astiene qui vota Cinquestelle”.

Parole che hanno fatto il giro delle chat Cinquestelle per tutta la mattina e che, pare, siano state arrivate allo stesso Giuseppe Conte. Soddisfazione negli ambienti Cinquestelle “Le parole di Mastrosimone confermano quello che le analisi e gli studi confermano da tempo – osserva con soddisfazione un commentatore di area – e cioè che gli operai non votano più il Pd, considerato il partito delle élite, e votano Conte”.

Sulla pagina del Popolo Viola, che ha rilanciato l’intervista, diventata virale, sono “piovuti” un migliaio di like, centinaia di commenti e condivisioni: “Gli operai non possono votare chi difende banche e banchieri”, commenta l’utente Pasquale A. sulla pagina del Popolo Viola. “E menomale, in altre zone ex Pci, gli operai votano Meloni”, aggiunge Salvatore G. “Ottimo, era ora, al pd di Letta non interessa nulla degli operai”, rincara Maria M.

Commenti in linea con quelli che arrivano anche dagli ambienti sindacali da noi “sollecitati”: “Fanno bene gli operai”, ci dice più di un dirigente. “Il Pd paga il prezzo delle sue politiche, anch’io voterò Cinquestelle”, spiega qualcun altro. “Mastrosimone non vive nell’iperuranio o negli apparati, ma tra il popolo e i lavoratori, e se parla così è perché interpreta un sentire comune, non autoreferenziale”, sentenzia un altro esponente sindacale. A confermare le parole di Mastrosimone, infine, anche gli operai, che su Facebook hanno condiviso l’intervista: “Ci sarà un motivo per il quale noi operai votiamo i Cinquestelle”, scrive Giovanni, lavoratore Bienne Sud, “è l’unico che ci ha ascoltati, al contrario degli altri che facevano solo passerelle”.

Iene Sicule.


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