Malasanità sicula: chirurgia vascolare dal “Garibaldi Centro” al “Garibaldi Nesima”, ovvero come creare le condizioni per tragedie


Pubblicato il 28 Febbraio 2020

Come creare i presupposti per danni o peggio tragedie a spese degli utenti: al “Garibaldi Centro” è in corso il trasferimento del reparto di chirurgia vascolare alla struttura di Nesima, alla periferia di Catania. Insomma, dal centro cittadino si spostano mezzi e persone in periferia.

Abbiamo scritto ieri: è un’operazione scellerata. E pericolosa per la salute pubblica.

Facciamo un esempio concreto: accade un incidente stradale. Capita ogni giorno o quasi.

Arriva, quindi, un politrauma con frattura del femore ed ischemia di gamba. Gli ortopedici intervengono per prima; poi, dopo opportuna diagnostica, interviene il chirurgo vascolare. Che deve essere sul posto. Voi dite, naturalmente. Ma non esageriamo con la razionalità. Secondo le “menti” della sanità siciliana, invece, è meglio collocarlo in periferia. E, dire, che il tempo in casi di simili traumi è fondamentale: non è difficile capirlo. Non ci devono essere tempi morti, o ambulanze da prendere per poi…”immergersi” nel caos auto di Catania. Sembra ovvio? Ma, mai dire mai!

Torniamo al nostro soggetto pieno di traumi gravi dopo un incidente stradale: cosa accade? Trasportarlo a Nesima cosa comporta?

Mezz’ora di ambulanza e un’ora per preparare un’altra sala operatoria potrebbero causare amputazione o ancora peggio la vita, magari di quel povero ragazzo che ha avuto un semplice incidente con la moto. Cosa potrebbe ancora accadere? Uno splendido procedimento penale per il medico oppure…magari un’aggressione dei familiari o affini al personale. Nessuna giustificazione, ci mancherebbe. Ma come non immaginare scenari di questo tipo? Lo abbiamo scritto ieri e lo ribadiamo:

con questa “prodezza” organizzativa (e speriamo che c’entri solo l’organizzazione e non altro…) chi, ad esempio, arriva al Pronto Soccorso del “Garibaldi Centro” per un politrauma dovrà -di fatto- essere trasportato da un punto all’altro della città, con una sorta di “servizio navetta” di un’ambulanza, per arrivare a Nesima. Intanto, siamo sicuri che la sua vita non sarà in pericolo. O no?

Finale: non vorremmo essere nei panni del pur bravo e disponibile nuovo primario della chirurgia vascolare, finalmente unificata. Unificata? Certo, perchè al “Garibaldi Nesima” una chirurgia vascolare esiste già! La scienza, come sapete, è scienza, allo stato puro, come nel caso dei manager della sanità pubblica siciliana.

Non è ancora finita, alla prossima puntata.

 


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