“MI HANNO FATTO 120 QUERELE MA LE HO VINTE TUTTE. IL GIORNALISTA A CATANIA? UN LAVORO PER RICCHI”


Pubblicato il 29 Novembre 2021

Qualche giorno fa Marco Benanti ha “festeggiato” l’archiviazione dell’ultima querela, l’ennesima nella sua lunga vita di giornalista “scomodo”, di “cane sciolto” dell’informazione catanese, una “passione”che inizia più di 30 anni fa, da giovane liceale, e che ancora oggi, a 52 anni, non dà segni di cedimento e anzi prosegue, nella veste di direttore di “Iene Sicule”, la testata on line da lui fondata nel 2011. A denunciare per diffamazione Benanti, in questo caso, era stata una esponente del Pd catanese, indispettita da un articolo dai tratti satirici, firmato da un collaboratore di “Iene”, lo scrittore e giornalista Marco Pitrella. “Ho avuto più di centoventi querele nel corso della mia attività giornalistica – ricostruisce Benanti – e sai quante ne ho perse? Zero. Nemmeno una condanna”.

 120 querele, un “record” da guiness…

Querela più querela meno. Tutte finite nel nulla. L’80% di questi procedimenti, tra penali e civili, non è arrivato nemmeno alla fase processuale vera e propria. Pensa che in certi momenti ho dovuto “fronteggiare” contemporaneamente più di venti querele.

 Un lavoro usurante, insomma…

Pensa per un attimo cosa vuol dire ricevere una querela, dover affrontare le spese legali, le identificazioni, gli interrogatori, le giornate in tribunale, le discussioni in famiglia, l’ansia di un processo. Per non parlare dei problemi concreti che ti crea quando devi presentare una domanda per un concorso. Mi è capitato persino che non mi rinnovassero il contratto a termine, quando facevo l’operaio a Sigonella, perché i miei articoli non erano piaciuti all’azienda. Per non parlare poi delle richieste di risarcimento danni…

Cioè?

I più “scafati” non ti fanno nemmeno la querela ma ricorrono direttamente in sede civile per colpirti economicamente con richieste di risarcimento danni, spesso abnormi. Una volta, uno, mi chiese i danni sostenendo che un mio articolo gli aveva procurato addirittura stati depressivi. Naturalmente perse. Anche se in realtà, alla fine, a perderci siamo sempre noi giornalisti.

 In che senso, vinci la causa ma perdi lo stesso?

Già, non è prevista purtroppo nessuna “sanzione” per chi querela in modo temerario, e nessuna forma di risarcimento per chi viene ingiustamente denunciato, o se esiste io non me ne sono mai accorto. Ma c’è anche un problema di libertà di stampa e di espressione, perché chi querela, parlo soprattutto di Catania, lo fa quasi sempre a scopo intimidatorio.

Vuoi dire per mettere il bavaglio ai giornalisti?

Succede che il notabile la mattina si sveglia, legge il tuo articolo e se non gli piace quello che hai scritto chiama l’avvocato e ti tiene sotto procedimento per anni. Siamo ai livelli della Francia di prima del 1789. La cosa tragica è che gli avvocati osservano questo dato ma nessuno che dica mai che è uno “sconcio”. La sensibilità della magistratura, poi, sul tema delle agibilità dei giornalisti e della libertà di stampa e di espressione è scarsa.

Cosa si dovrebbe fare per arginare il fenomeno delle querele temerarie?

C’è evidentemente qualche vuoto normativo. Innanzitutto occorre introdurre un meccanismo automatico attraverso cui chi fa querele temerarie e perde deve pagare immediatamente una quota. Immediatamente. Oltre, naturalmente, al risarcimento delle spese legali.

Ma qual è il profilo tipo dei tuoi “querelatori”?

C’è un po’ di tutto, soprattutto politici, di tutti gli schieramenti, e imprenditori.

Qualche nome?

A mente ricordo Enzo Bianco, Pino Firrarello, Antonio Fiumefreddo, Raffaele Lombardo. Pensa che Lombardo mi querelò mentre lavoravo in Lombardia, mi mandarono a chiamare i carabinieri, mi identificarono. Ma poi non ne seppi più nulla. Una volta tornato a Catania, scoprì che la querela era stata archiviata. Ah dimenticavo, mi ha querelato anche Scuto, quello dei supermercati Despar…

Fare il giornalista a Catania non è semplice, a quanto pare…

Direi che è quasi “impossibile”, se non sei ricco, o se non sei coperto da un editore forte. Il giornalista a Catania è un mestiere per ricchi.

fonte: Day Italia News


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

2 min

di Leda Morana Quattro domeniche in cui i frutti della terra del vulcano Etna diventano profumi sapori e storie da condividere. 4, 11, 18, 25: quattro numeri che sembrano usciti dall’urna del lotto e invece, a Zafferana, segnano le quattro domeniche in cui i sapori del vulcano diventano protagonisti dell’Ottobrata. Nata all’inizio degli anni Ottanta […]

2 min

«Non possiamo impedire all’Etna di eruttare, ma possiamo organizzare per tempo la risposta ai disagi. Quando Fontanarossa è costretto a fermarsi, i passeggeri devono sapere dove andare, quale mezzo prendere e a chi rivolgersi. Servono procedure definite, autobus disponibili e informazioni tempestive».  Lo dichiara Ludovico Balsamo, deputato regionale del Mpa e primo firmatario della mozione […]

2 min

Al Porto festeggiano anche le ragazze del Gs Canoa Catania, che conquistano una splendida medaglia di bronzo   Sul tetto d’Italia. La Polisportiva Canottieri Catania allenata da coach Salvo Messina trionfa nel Campionato Italiano Under 21 maschile di Canoa Polo. Dopo la Coppa Italia, la corazzata rossazzurra conquista anche lo scudetto di categoria.   Al Porto di Catania, i […]

1 min

COMUNICATO STAMPA “L’eco di un grazie che continua”:  Acto Sicilia celebra la rete di solidarietà costruita negli anni Velisti e rugbisti, medici e architetti, urbanisti e imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, professionisti dell’informazione, volontari e bambini. È ampia ed eterogenea la rete che Acto Sicilia – Alleanza contro il Tumore Ovarico ha costruito negli anni e […]