A Catania, come altre città, si pone il problema delle risse in strada. Il declino della civiltà quotidiana c’è, anche se non è ancora drammatico. Compaiono però le soluzioni più disparate. Una è quella di proibire l’alcol. Ha un qualche effetto, ma il proibizionismo non funzionò negli Usa degli anno 20, difficile che possa funzionare […]
Mistero buffo a Catania
Pubblicato il 13 Giugno 2026
A Catania, come altre città, si pone il problema delle risse in strada. Il declino della civiltà quotidiana c’è, anche se non è ancora drammatico. Compaiono però le soluzioni più disparate. Una è quella di proibire l’alcol. Ha un qualche effetto, ma il proibizionismo non funzionò negli Usa degli anno 20, difficile che possa funzionare in Italia o in Europa nel 2026. Una proibizione selettiva già esiste per le partite di calcio.
Le misure restrittive si sono concentrate ora sull’uso di bottiglie di vetro e ora anche di lattine: proibita la vendita. Nei supermercati in prospettiva potrà essere richiesto il porto d’armi, per acquistare una bottiglia di amaro? Non lo sappiamo ancora. Per rispettare i diritti costituzionali di libertà di commercio la strada intrapresa è però decisa e comunicata anche alla stampa mondiale. La logica è: basta attenzione all’alcol, maggiore attenzione al contenitore.
Risultato: proibita la vendita di bottiglie e lattine nel centro di Catania. Le bottiglie e lattine però cessano di essere armi improprie solo se vendute da bar, ristoranti, discoteche, lidi balneari. È la nuova frontiera dell’etica del commercio e della rissa. Gli animi si scaldano solo per strada. I locali pubblici, i lidi balneari sono aree di riposo, relax fratellanza e sicurezza. Anche contro la logica ordinaria e fattuale.
Dubbio chiosco: sarà locale pubblico o rivendita di prodotti? Nei cinema le bevande gassate potranno essere vendute in lattina o solo in contenitore di carta? Assisteremo alla diffusione della rivendita alla spina con diluizione che sarebbe anche una frode alimentare? Tutto, pur salvare l’incolumità delle persone, ci diranno. E i rifiuti di vetro e alluminio? Dove saranno riposti?
Però la cosa interessante è che l’approccio alla sicurezza si basa sempre più sulla proibizione di comportamenti ordinari, le tasse insistono su beni e redditi che sono già tassati, per esempio. I detentori dei poteri di polizia e di sicurezza paiono sentire la de responsabilizzazione come dovere, oltre a dare beneficio al peggio dell’economia italica: la profittazione sulle proibizioni. Certo, gli esercizi pubblici potranno vendere più bottiglie e lattine di altri. Ma è un vantaggio temporaneo. Presto saranno fermati pure loro.
Un’ultima notazione: curioso che si proibisca la vendita di bottiglie di vetro e lattine di alluminio ma non si cerchi di comprimere l’uso di Mdma, Ecstasy, amfetamine in genere, che si sciolgono in acqua, risiedono senza problemi in borracce, bottiglie di plastica, bicchieri usa e getta. Sono droghe che eccitano e producono comportamenti aggressivi e sono liberamente disponibili o quasi, quanto o più di droghe da fumo. Il sindaco di Catania ‘Enzo’ Trantino non ci ha pensato, probabilmente. Poiché siamo propositivi, glielo diciamo: può salvare l’onesto lavoro di supermercati e bangladini, evitare di vietare lattine e bottiglie di vetro e perseguire l’obiettivo sicurezza concentrandosi sulla lotta alla droga e rilanciando l’idea di favorire la frequenza di scuole di cultura, arti e mestieri.
Anche perché, se vogliamo essere sinceri, una banda di venti ragazzini eccitati magari dal consumo di droghe, anche a mani nude fa male. Ma sappiamo già che l’azione successiva potrà essere risolutiva: vietare il consumo di acqua perché veicolo potenziale di sballo. Che tanto è pure aumentata e così risparmiamo tutti, se solo smettessimo di berla. I benefici sarebbero molteplici: per esempio non sarà più necessario avere bagni pubblici per emergenze orinatorie. Certo, si muore senz’acqua. Ma vuoi mettere il prestigio di impedire la vita ordinaria, pur di avere una città senza risse? Sarebbe deserta, ma il risultato sarebbe ottenuto.
Claudio Melchiorre.


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