“Padrini” e il “caso Paternò”: oggi comincia l’appello. Fra gli imputati l’ex assessore comunale del PDL Carmelo Frisenna


Pubblicato il 29 Settembre 2011

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Stamattina, in Corte d’Appello, a Catania, comincia, davanti ai giudici della seconda sezione (Presidente Ciarcià, a latere La Rosa e Mignemi, Pg Chillemi) il processo d’appello –riguardante gli imputati giudicati con il rito abbreviato, altre posizioni sono giudicate col rito ordinario- per il procedimento cosiddetto “Padrini”, che nel novembre del 2008 sconvolse Paternò, grosso centro della provincia di Catania, squarciando il velo su rapporti mafia-politica-affari.

L’indagine dei carabinieri, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, fece scalpore. Fra gli imputati, l’ex assessore comunale di Paternò Carmelo Frisenna, condannato, il 22 luglio del 2010, dal Gup Dorotea Catena, con il rito abbreviato, a cinque anni di reclusione, per mafia.

In primo grado, il Pm, Agata Santonocito, aveva chiesto nella sua requisitoria otto anni. Frisenna è stato anche dichiarato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e, dopo l’espiazione della pena, sottoposto ad un anno di libertà vigilata. Il Gup ha altresì dichiarato Frisenna incapace di contrattare con la pubblica amministrazione per due anni e al pagamento, in solido con altri, al risarcimento dei danni in favore del comune di Paternò, in persona del sindaco-pro tempore, costituitosi parte civile.

A quale vicenda è legata la figura dell’ex assessore, quali intrecci, quali retroscena? Frisenna, era un imprenditore del settore dell’ortofrutta. I responsabili politici del comune di Paternò ne hanno preso le distanze subito: il sindaco Pippo Failla parlò, quando scoppiò l’operazione “Padrini”, di “fatti privati, personali…” di Frisenna (sospeso da Failla quando scoppiò il caso e poi soggetto a revoca dell’incarico). Ai tempi della sua militanza politica nel Popolo della Libertà, Frisenna faceva riferimento ad un preciso gruppo politico: quello del senatore Pino Firrarello e del deputato nazionale, membro della Commissione Nazionale Antimafia e già Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Catania, Salvo Torrisi (si precisa assolutamente estranei alla sua vicenda processuale). Inoltre, Frisenna era stato il primo degli eletti nelle elezioni amministrative del maggio 2007 con Forza Italia.


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