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Palermo riscopre Ducezio: grande partecipazione alla presentazione del volume dedicato alle radici identitarie della Sicilia
Pubblicato il 06 Giugno 2026
Una riflessione profonda sulle origini della Sicilia, sulla memoria storica e sul valore dell’identità culturale dell’Isola. Si è svolta con grande partecipazione di pubblico, nell’ambito del festival “Una Marina di Libri”, la presentazione del volume “Ducezio e i Siculi”, promossa dalla Fondazione Ducezio presso la Sala De Seta dei Cantieri Culturali alla Zisa. L’incontro, moderato dalla giornalista Tiziana Albanese, ha rappresentato un importante momento di confronto tra studiosi, ricercatori e appassionati di storia siciliana.
Ad aprire i lavori è stato il presidente della Fondazione Ducezio, on. Raffaele Lombardo, che ha ricordato il significato storico e simbolico della figura del condottiero siculo.
«Forse non ne siamo pienamente consapevoli, ma viviamo in una Regione a statuto speciale che gode di una propria autonomia grazie allo Statuto del 1946. Le radici di questo anelito all’autodeterminazione affondano però molto più lontano nel tempo. Ducezio, nel V secolo avanti Cristo, riuscì a coalizzare le tribù dei Siculi, fondando Palichè, la prima capitale della loro storia. Fu il primo grande condottiero del popolo siciliano che espresse con coraggio e determinazione la volontà di autodeterminazione dei siciliani, lasciando un’eredità che continua ancora oggi a interrogarci sul rapporto tra identità e autogoverno».
Come già successo a Catania si sono alternati gli interventi dei relatori, preceduti dalla presentazione affidata al professor Rosario Sapienza, ordinario di Diritto Internazionale dell’Università degli Studi di Catania, che ha approfondito il significato contemporaneo della figura di Ducezio e le ragioni che hanno portato alla nascita della Fondazione.
«Abbiamo deciso di intitolare questa Fondazione a Ducezio perché, nella tradizione dell’indipendentismo siciliano, rappresenta la figura iconica del leader che riuscì a riunire i siciliani oppressi dalle tirannidi e a guidarli nella loro prima lotta di liberazione. Pur collocandosi tra storia e mito, il suo valore simbolico è rimasto immutato nei secoli. Oggi i temi dell’indipendentismo sono meno centrali rispetto al passato, ma permane in Europa una forte riflessione sul regionalismo e sull’identità dei territori. È proprio a questa corrente di pensiero che si ispira la Fondazione Ducezio. Per questo il nostro primo convegno e questa pubblicazione non potevano che essere dedicati a una figura che continua a rappresentare una delle più profonde espressioni dell’identità storica siciliana».
Nel corso della serata, dunque, sono stati inoltre approfonditi i contributi multidisciplinari contenuti nel volume, frutto degli atti del convegno svoltosi nel novembre 2024 al Teatro Greco Romano di Catania, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, archeologico e culturale della Sicilia.
L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dalla Fondazione Ducezio per promuovere la conoscenza delle radici storiche dell’Isola e favorire una riflessione culturale sul rapporto tra memoria, identità e futuro della Sicilia.
A chiudere la serata è stato infine il curatore dell’opera, arch. Gesualdo Campo, che ha richiamato il valore culturale e civile della riscoperta delle radici storiche della Sicilia.
«Recuperare la memoria di Ducezio significa recuperare una parte fondamentale della nostra identità. Non si tratta di guardare al passato con nostalgia, ma di comprendere come alcune idee, la libertà, l’autogoverno, il senso di appartenenza a una comunità, abbiano attraversato i secoli fino ad arrivare a noi. Questo volume nasce proprio con l’obiettivo di restituire ai siciliani la consapevolezza di una storia straordinaria che merita di essere conosciuta, studiata e valorizzata dalle nuove generazioni».
L’incontro si è concluso con un partecipato dibattito con il pubblico, confermando l’interesse verso una figura che continua a rappresentare uno dei simboli più significativi delle radici storiche e culturali della Sicilia.


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