Politica&Abbandoni, Comune Catania: Girlando ci lascia!


Pubblicato il 06 Ottobre 2016

di marco pitrella

“Per sbaglio” incontro Giuseppe Girlando al Comune.

S’è dimesso? “Sì”.

Un’intervista? “Nì”… ma “cu c’ha puttau a fari l’assissuri o bilanciu”, chiedo.

“Se mi fa questa domanda le rispondo”.

In quel momento, al primo piano di Palazzo degli Elefanti, passa & spassa qualche politicante.  

“Ho appreso delle notizia proprio ora”, confessa un consigliere comunale.

“E’ come se da juventino apprendessi che Higuaìn non c’ha più voglia di giocare”, la metafora calcistica dell’ormai ex collega di giunta Luigi Bosco.

Intanto qualcun altro se l’abbraccia a Girlando.

Dunque, cu c’ha puttau?

“Posso accettare questa domanda solo persone che non hanno a cura l’etica – esordisce – penso che lei e la sua testata curate molto l’etica, professionale e politica”.

“Ho ritenuto di dover dedicare una parte degli anni della mia vita a lavorare per la mia città – sottolinea – senza alcun tornaconto ma, piuttosto, con l’orgoglio personale di poter dare dei benefici a Catania.

Rimpianti?

“Sono contento di aver fatto l’assessore e questo mi dà la serenità di poter lasciare dopo aver eseguito una parte del mio lavoro”.

Riguardo le critiche?

“Ho trovato una situazione ambientale difficile essendo rimasto senza ragioniere generale  (Massimo Rosso s’è insediato a luglio ndr) la cui assenza ha aggravato il peso della mia attività”.

E sulle peculiarità proprie di questo assessorato, dove l’aspetto giudiziario (Corte dei conti, per esempio) e aspetto politico dovrebbero assumere un profilo distinto, aggiunge: “v’è stato un utilizzo di logiche e parole giuridiche e giudiziarie che applicate alla politica assumono un significato diverso”.   

Pentito?

“No, assolutamente”.

Suo successore è Antonio Parlato a cui Enzo Bianco ha dato il benvenuto… caloroso.    


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