Politica&Fenomeni, Giovanni Burtone, sindaco di Militello: “ma chi te lo fa, fa?”


Pubblicato il 12 Aprile 2017

di marco pitrella

Paro paro a Toto somiglia a Giovanni Burtone, il genio della sciarpa. Si voleva fare la sauna (saùna, si legge) Toto, protagonista d’uno sketch di Gigi Proietti; e lo mettevano in guardia gli amici a Toto dicendogli “nun cià nnà, ma lassa perde, ma chi te lo fa, fa?”. Anche a Burtone, raccolta l’indiscrezione sull’intenzione di volersi candidare a sindaco di Militello, città in cui fanciullino nacque, viene da dirglielo “ma chi te lo fa, fa?”

Ma nun cià nnà” Giovanni! sempiterno deputato senza che un voto abbia mai pigliato. Stando così le cose, sarebbe la prima volta, dopo almeno vent’anni, a doversi confrontare con l’elettorato visto che dal del 2001 viene, puntualmente, in parlamento nominato. Del resto, gli anni che passano si misurano in legislature per lui che se n’è stato lì beato.

Non a caso, quando c’ha provato ad essere votato gli elettori manco l’hanno calcolato. Alle amministrative del 2008, a Catania, proprio a sindaco s’era candidato: terzo su tre, il risultato. A dispetto del verdetto, la regola con cui Burtone s’è costruito la carriera è solo una: sapersi piazzare. Non c’è corrente del PD in cui Giovanni non abbia militato: di recente s’era pure avvicinato a Maria Elena, la ministra da Renzi concepita; anche se ad esser senza peccato è Giovanni, “una brava persona”.  E’noto che una pietra non l’abbia mai posata; d’occuparsi dei problemi della gggente, poi, non c’è mica abituato, “povero” deputato.

Ma lassa perde!” Troppo tardi per assumersi delle responsabilità: una in-attività cronica a tal punto quella di Burtone che del suo passaggio in parlamento non v’è alcuna traccia. Però, però, però il “posto fisso”, che per Giovanni  è stato lo scranno a Montecitorio, non s’ha da perdere. La Bindi, che la politica vuol abbandonare, non s’ha da emulare. Per ogni Bindi che lascia, meglio che un Burtone raddoppi; se la Bindi sarà la donna in meno, Burtone è ancora l’uomo in più. Insomma, che casta sarebbe senza Burtone?

Dunque, “Ma chi te lo fa, fa?” di tornare, si fa per dire, a Militello. Ci vuole il physique du role per essere sindaco. Il rischio è fare la fine di Toto nella saùna: solo il lenzuolo ne rimase perché troppo magro era… mentre di Burtone, santo che non suda, resterà solo la sciarpa.

PS: S’apprende con rammarico la notizia del mancato inserimento di Burtone & di Bianco dalle liste a sostegno di Renzi per le primarie del 30 aprile.  

 

 

 

 

 

 

 

 


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