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Processo fratelli Lombardo: sì alle intercettazioni telefoniche
Pubblicato il 17 Febbraio 2012
Il 6 marzo prossimo in audizione i primi collaboratori di giustizia
di Iena GiudiziariaLe intercettazioni telefoniche entrano nel processo –per reato elettorale- contro i fratelli Lombardo (Angelo parlamentare nazionale e Raffaele Presidente della Regione Siciliana) in corso davanti al giudice monocratico Michele Fichera (nella foto stamane) della quarta sezione penale del Tribunale di Catania. Stamane, è stata resa nota la decisione negativa sull’eccezione avanzata, nella scorsa udienza del 6 febbraio scorso, dalla Difesa degli imputati.Secondo il Prof. Guido Ziccone, difensore di Raffaele Lombardo, le intercettazioni (che secondo l’Accusa rivelerebbero il sostegno elettorale di esponenti della criminalità organizzata ai Lombardo) sarebbero state inutilizzabili alla luce di una sentenza della Cassazione del 2010: in sostanza, essendo state effettuate per un tipo di reato che poi è mutato, con un procedimento diverso e che non prevede l’arresto, si possono ancora utilizzare nel processo? Questa l’eccezione, a cui si era opposta l’Accusa, rappresentata dai Pm Michelangelo Patanè e Carmelo Zuccaro, che avevano chiesto in avvio della scorsa udienza la trascrizione delle intercettazioni con un perito.Dopo la comunicazione della decisione del Tribunale, è stato conferito l’incarico appunto al perito l’ing. Lucio Antonino Tamburello.Prossima udienza prevista il 6 marzo prossimo quando saranno sentiti i primi tre testi dell’Accusa, i collaboratori Maurizio Di Gati e Francesco Ercole Iacona. Il terzo è Maurizio Saverio La Rosa.




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