Sanità: A rischio l’assistenza domiciliare per 20mila siciliani, 4mila solo Catania. La denuncia dal mondo cooperativo e l’interrogazione del deputato Regionale Burtone


Pubblicato il 17 Luglio 2023

Riceviamo e pubblichiamo:

L’assistenza domiciliare integrata (Adi)  in  Sicilia rischia il caos più assoluto. I ventimila pazienti assistiti, di cui quattromila a Catania, possono avere ricadute pesantemente negative a causa dell’insipienza della regione e delle ASP. Non vi è un governo del sistema, Non vi è a Catania e non vi è in tutta la Sicilia.”, Lo afferma  Patrizia Patanè presidente cooperativa Astrea  associata a ”Cure domiciliari Catania” del consorzio Sisifo
“Da oggi, violando palesemente i termini del contratto di appalto, i distretti sanitari dell’Asp di Catania non stanno più inviando più pazienti a cure domiciliari Catania del consorzio Sisifo, senza che vi sia stata alcuna comunicazione ufficiale, operando nella più totale opacità anche in considerazione dell’udienza al TAR prevista per la giornata di domani (18 luglio) e dell’imminente accreditamento del consorzio Sisifo che ha già superato la fase istruttoria, più articolata di quella degli altri concorrenti perché in costanza di servizio”, aggiunge Patanè.
“Palermo è partita con l’accreditamento da alcuni mesi, senza che i distretti che dovrebbero governare il sistema siano stati accreditati. Chi insomma ordina la qualità delle prestazioni non ha ancora processi standardizzati e accreditati sicché le prestazioni erogate agli utenti continueranno a essere quelle già oggetto di gara di appalto, ma a costi decisamente maggiorati, con scarse ricadute sulla qualità dei servizi erogati e con certo danno erariale, conclude la presidente della cooperativa Astrea.  
Sulla situazione dell’Assistenza domiciliare integrata in Sicilia interviene il deputato regionale del Partito Democratico Giovanni Burtone.
“Oggi le cure domiciliari rappresentano un settore strategico dell’assistenza sanitaria che merita una grandissima attenzione perché dovrebbe dare una risposta all’assistenza ai pazienti cronici e un grande supporto alla medicina generale e del territorio. L’ospedalizzazione domiciliare rappresenta il futuro del Servizio sanitario nazionale regionale e non può essere lasciata a improvvisazioni estemporanee prive di un disegno organizzativo e di un governo del sistema coerenti, accreditati ed efficaci”.
Burtone ha presentato una interrogazione parlamentare per chiedere all’assessore regionale alla Sanità, Giovanna Volo di, “sospendere le procedure di avvio della contrattualizzazione dei soggetti accreditati sino al termine fine delle procedure di  accreditamento dei soggetti che hanno fatto richiesta entro i termini previsti dai decreti (diciotto mesi, scaduti a marzo 2023), si dà consentire a tutti i soggetti che dovessero essere accreditati di avviare i servizi in regime di parità concorrenziale, evitando così favoritismi di fatto”. Il parlamentare regionale chiede inoltre di, “procedere alla emanazione di un decreto con uno schema contrattuale unico  e con la standardizzazione dei prodotti da erogare a fronte delle tariffe previste e di revisionare le tariffe, che a oggi presentano palesi incongruità come ad esempio la prestazione di un medico  specialistica quotata 33 euro e quella di un OSA 30 euro, e di applicarle in via provvisoria in attesa della loro ridefinizione a livello nazionale”.


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