Savì Manna rilegge Lupo, al Castello Ursino va in scena uno dei capolavori di Carmelo Vassallo


Venerdì 15 luglio, giorno in cui il drammaturgo catanese prematuramente scomparso avrebbe compiuto 67 anni, per il “Catania Summer Fest” Savì Manna omaggia il suo Maestro portando in scena la nuova versione dello spettacolo che lo vede regista e unico interprete, affiancato da due musicisti e una marionetta 

Venerdì 15 luglio alle ore 21, all’interno della corte del Castello Ursino di Catania, per la rassegna “Catania Summer Fest 2022” andrà in scena lo spettacolo teatrale Lupo, scritto da Carmelo Vassallo, nella singolare messa in scena di Savì Manna, che ne è regista ed unico interprete, e che dona così nuova vita allo spettacolo che nel 2007 lo vedeva in scena co-protagonista al fianco del drammaturgo catanese prematuramente scomparso.  

Ambientato in un quartiere popolare di Catania, Lupo è un racconto scritto con un linguaggio terragno, in catanese stretto, e affronta il delicato tema dell’omosessualità e il suo tabù.  

«Credo sia doveroso omaggiare un figlio illustre della nostra città la cui produzione artistica è ancora troppo poco conosciuta e che, anzi, è stata troppo velocemente dimenticata – dice Savì Manna -. Sarebbe stato molto più semplice, per onorarne la memoria, portare in scena un lavoro teatrale meno complesso, ma al cuore non si comanda, soprattutto non ascolta ciò che la ragione dice. Anche la data non è casuale: il 15 luglio sarebbe stato il compleanno del Maestro Vassallo, in questo giorno “Melo” avrebbe compiuto 67 anni. E senza ombra di dubbio so che è questo il modo migliore per ricordarlo ed omaggiarlo». 

Lupo racconta l’incontro tra un ragazzo di quindici anni, Cocimu, e un uomo di trenta, Lupo. Da una partita a calcetto giocata nel bar sotto casa, tra lo studente e l’emarginato nasce un sodalizio forte ed esclusivo.  

Tra giornate trascorse al mare e corse in Vespa, il cerchio che racchiude i due si stringe sempre di più: l’attrazione di Cocimu per Lupo cresce in modo incontrollabile e il giovane, terrorizzato dall’idea di essere una “femminedda”, spezza in modo brutale il vincolo che gli impedisce di continuare a vivere.  

Affidandosi alle sonorità suggestive del dialetto catanese Carmelo Vassallo – presenza rigorosa e affascinante abilmente divisa fra Cocimu e Lupo – dipinge con colori caldi e notturni il piccolo, claustrofobico universo dei due protagonisti, affidandosi alternativamente alle voci di uno e dell’altro. In questo emozionante spaccato di una periferia degradata Lupo, duro e incontenibile nella sua prepotente vitalità, e Cocimu, timido e totalmente assoggettato all’influenza di una madre soffocante e al fascino rude dell’uomo, prendono forma per dissolversi in un ululato straziante.  

Lupo 

di Carmelo Vassallo  

Regia e con Savì Manna  

con i musicisti Davide Peri sax, Andrea Marino contrabbasso  

Disegno luci Aldo Ciulla  

Video Sègoléne Le Contellec  

Marionettistica Cartura animata da Alfredo Guglielmino 

Scenografia Librante Dino Costa 

Costumi Salvo Pappalardo  

La canzone “Io ti amo” dei M.J.Q.  

Produzione Batarnù 

Coproduzione Leggende Metropolitane  

Primo segnalato al PREMIO RICCIONE 1997  

Savì Manna, catanese classe 1971, è autore, attore e regista teatrale. Dopo aver fatto parte della compagnia di artisti di strada Batarnù, ha lavorato nella compagnia di Carmelo Vassallo – al quale ha dedicato nel 2021 il libro “Carmelo Vassallo – Teatrale Incontro”- mettendo in scena gli spettacoli “Donna Nedda” e “Lupo”. È autore, regista e interprete di spettacoli di successo come “Turi Marionetta” del 2009, “Importante, molto importante (la trilogia)” del 2012 (da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Alessandra Pescetta); “Patrizzia, la vera storia di una sensation seeker” del 2015; “Ogni storia ha la sua musica” del 2018, testo finalista al concorso europeo di drammaturgia Premio Tragos nel 2014. Savì Manna ha vinto diversi premi di drammaturgia, tra cui il Festival Potenza Teatro nel 2010 e il Premio Vernacolo Bordighera nel 2014.  

Carmelo Vassallo (CT 1955 – MI 2010), aveva iniziato la sua carriera come atleta e calciatore e poi aveva cominciato a scrivere di teatro, con abilità e passione. Un artista scomodo che col suo teatro raccontava il mondo degli ultimi, degli emarginati. Dal 1981 al 1985 ha collaborato con il Teatro del Vicolo di Reggio Emilia “teatro acrobatico” e nel 1983 col Teatro Stabile dell’Aquila. Nel 1987 ha curato diverse regie di spettacoli di Durrenmatt in Svizzera. Dal 1988 al 1992 ha fatto parte della compagnia di Teatro Portaromana di Milano e dal 93 al 97 ha collaborato sia col Teatro di Dionisio di Palermo diretto da Claudio Collovà, sia col Teatro della Tosse di Genova diretto da Tonino Conte ed Emanuele Luzzati. Dal 2002 al 2005 ha collaborato con Zo, di Catania e nel 2007 ha fondato l’Associazione Culturale Leggende Metropolitane. Nell’estate del 2010, troppo prematuramente, passava a miglior vita portandosi con sé un patrimonio artistico ed umano inestimabile. “Lupo” insieme ad altre sue due opere come “Donna Nedda” e “Farfalline” sono inserite nella raccolta “Lupo ed altri fantasmi” edita dalla Bonanno Editore, curato da Stefania Rimini e da Attilo Scuderi.  

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. 

Per informazioni e prenotazioni: 

+39 340 598 1560 

compagniabatarnu@gmail.com 

+39 348 120 1485 

savinskym@hotmail.com 


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